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25/04/10

Tattica d'attacco - Parte 1: gli schemi e le chiamate

Negli ultimi post abbiamo analizzato le specificità tecniche dei fondamentali dell'alzata e della schiacciata. Abbiamo inoltre visto che gli attacchi si differenziano in funzione del tipo di alzata e dei tempi di rincorsa.
Cominciamo ora a parlare della tattica di attacco: è fondamentale infatti, per l'alzatore ma anche per il resto della squadra, avere ben chiari i diversi tipi di gioco d'attacco possibili in funzione della disposizione della squadra e degli attaccanti.
Dobbiamo distinguere 2 diverse situazioni:
  • Alzatore in posto 3 (primo attacco dopo la ricezione)
  • Alzatore in posto 2 (tutti gli altri attacchi)

Alzatore in posto 3 (attacco dopo ricezione)

La nostra squadra ha appena ricevuto e la palla sta andando verso l'alzatore che si trova in posto 3. La banda B1 si allarga fuori dal campo (i mancini all'interno del campo) per prepararsi alla rincorsa, mentre C1 (in posizione di Opposto) prepara la rincorsa da dentro il campo (in questo caso i mancini da fuori campo).

L'alzatore ha 4 opzioni principali d'attacco:

a) Alzata frontale con Palla Alta in zona 4 per l'attacco di 3° tempo di B1
b) Alzata frontale con Palla Tesa in zona 4 per l'attacco di 2° tempo di B1 (SUPER)
c) Alzata dietro con Palla Mezza in zona 2 per l'attacco di 2° tempo di C1
d) Alzata dietro con Palla Veloce in zona 2 per l'attacco di 1° tempo di C1

L'alzatore ha inoltre 2 opzioni d'emergenza da usarsi in situazioni difficili (ricezione negativa):

e) Alzata frontale con Palla Alta in zona 6 per l'attacco da 2a linea di P2
f) Alzata frontale con Palla Alta in zona 5 per l'attacco da 2a linea di C2

Alzatore in posto 2

La nostra squadra ha difeso un attacco avversario ed anche in questo caso la palla sta andando verso l'alzatore che però si trova in posto 2. La banda B1 si allarga fuori dal campo per prepararsi alla rincorsa (i mancini dentro il campo), mentre C1 prepara la rincorsa da posto 3. In questa situazioni ci sono 7 opzioni d'attacco principali:

a) Alzata frontale con Palla Alta in zona 4 per l'attacco di 3° tempo di B1 b) Alzata frontale con Palla Tesa in zona 4 per l'attacco di 2° tempo di B1 (SUPER)
c) Alzata frontale con Palla Mezza in zona 3 per l'attacco di 2° tempo di C1
d) Alzata frontale con Palla Veloce in zona 3 per l'attacco di 1° tempo di C1
e) Alzata dietro con Palla Tesa in zona 2 per l'attacco in FAST di C1
f) Alzata dietro con Palla Alta in zona 1 per l'attacco da 2a linea di P2
g) Alzata frontale con Palla Mezza in zona 6 per l'attacco in PIPE di C2

L'alzatore ha inoltre le stesse 2 opzioni d'emergenza da usarsi per situazioni difficili:

h) Alzata frontale con Palla Alta in zona 6 per l'attacco da 2a linea di C2
i) Alzata frontale con Palla Alta in zona 5 per l'attacco da 2a linea di B2

Le chiamate

Da tutto ciò si vede bene che le possibili uscite d'attacco sono molte. Inoltre per gli attacchi di 1° e 2° tempo è indispensabile che l'attaccante sappia in anticipo le intenzioni dell'alzatore (deve infatti partire con la rincorsa prima che l'alzata parta).
E' importante perciò, se vogliamo attuare tattiche d'attacco senza che vi siano incomprensioni, usare un sistema chiaro ed inequivocabile di chiamata, sia nella fase di ricezione che nella fase di contrattacco dopo difesa.
Le chiamate sono normalmente eseguite dall'alzatore con gesti codificati, prima dell'inizio dell'azione, e si riferiscono al primo attacco; inoltre lo schema chiamato dall'alzatore viene eseguito imperativamente solo in caso di ricezione positiva, mentre in caso di ricezione negativa l'alzatore è libero di cambiare gioco.

Sugli attacchi successivi o l'alzatore chiama a voce il gioco, o si limita ad alzate con giochi semplici (palle alte e 3° tempo). Nella numerazione dei giochi d'attacco, i numeri dispari si riferiscono ad alzate frontali, mentre i numeri pari ad alzate dietro:

UNO = alzata frontale con palla veloce in zona 3 (attacco di 1° tempo)
DUE = alzata dietro con palla veloce in zona 2 (attacco di 1° tempo)
TRE = alzata frontale con palla mezza in zona 3 (attacco di 2° tempo)
QUATTRO = alzata dietro con palla mezza in zona 2 (attacco di 2° tempo)
CINQUE = alzata frontale con palla alta in zona 4 (attacco di 3° tempo)
SEI = alzata dietro con palla alta in zona 1 (attacco da 2a linea)

Sono inoltre codificati anche gli attacchi speciali:

ZERO = alzata frontale con palla mezza in zona 6 (attacco in PIPE)
TELEFONO = alzata dietro con palla tesa in zona 2 (attacco in FAST)
MIGNOLO = alzata frontale con palla tesa in zona 4 (attacco in SUPER)
Le chiamate delle alzate frontali per gli attacchi d'emergenza da seconda linea non sono normalmente codificate (essendo appunto d'emergenza), ma eventualmente si può usare il codice SETTE.

Prima dell'inizio dell'azione l'alzatore comunica il gioco alla squadra con un gesto chiaro, assicurandosi che la squadra lo capisca. Gli altri giocatori devono osservare sempre l'alzatore e memorizzare il gioco. E' il palleggiatore che decide che tipo di palla servire ai suoi attaccanti sulla base delle indicazioni dell'allenatore ed in base alla sua interpretazione tattica del match; gli altri giocatori non possono né devono interferire con le sue scelte.

Solo negli attacchi successivi al primo, l'attaccante può segnalare la sua posizione con l'esclamazione "SI" o la sua indisponibilità all'attacco con l'esclamazione "NO".

19 commenti:

24 Claudia ha detto...

Che dire... tutto chiaro! In teoria sono quasi pronta per un esame. Ma per la pratica "hai voglia allenarsi". D'altro canto se guardiamo i progressi fatti fino qui... impossible is nothing!

Caro Max, oltre ai soliti complimenti e inchini, una richiesta: il pdf per memorizzare i segni. Questa devo proprio stamparla, ritaglierò le manine e le incollerò sul bordo del monitor...

Da ora in poi, a mio avviso, nelle amichevoli e nei tornei, la differenza potrà farla anche il nostro coach. Mi spiego meglio: per me è ancora difficile prendere visione del gioco, soprattutto di quello avversario, non mi è ancora automatico. Quindi fino a che non mi entra nella "caveza" mi affiderei all'esperienza del coath seguendo con attenzione i suoi suggerimenti.

Grazie!!!

24 Claudia ha detto...

Dimenticavo una domanda @Max:
Cosa intendi quando scrivi:
"lo schema chiamato dall'alzatore viene eseguito imperativamente solo in caso di ricezione positiva"

se l'alzatore riceve la palla nel punto giusto e nel modo corretto?

27 Serena ha detto...

Grande MAX! E ora....sotto i centrali!!! Ho l'impressione che gli alzatori li faranno correre!!! Con la Chiara P ho già provato la 4. Se tt avviene correttamente, il muro si spiazzia molto facilmente.

Esatto Cluadia, la ricezione è positiva quando l'alzatore riceve la palla sulla sua testa. Solo in questo modo si può pensare di fare un attacco tipo veloce.

7 laura ha detto...

Mitico Max !!!!!!
GRAZIEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE :)))
Non vedo l'ora di mettere in pratica gli schemi e le chiamate !! (se ci riuscirò.. ma sono fiduciosa !!)

10 Davide ha detto...

WOOOOOOW! Mille cose da imparare! Non vedo l'ora di esercitarmi... partendo dal percorso "d": attacco tipo UNO = alzata frontale con palla veloce in zona 3 (attacco di 1° tempo).
10 DAVIDE, IL VOSTRO CENTRALE NUCLEARE.

8 Massimo ha detto...

@Claudia e @Serena: è esatto, il gioco chiamato sarà effettivamente eseguito solo se la palla che arriva all'alzatore lo permette.
Se per esempio Claudia ha chiamato una 1 ma le arriva una palla sui 3 metri e magari anche bassa, lei non ha altra scelta che cambiare gioco, per esempio con una palla alta alla banda o addirittura con un'alzata di emergenza in 2a linea.
Ne consegue che comunque tutta la squadra deve essere sempre pronta all’attacco, anche i giocatori non coinvolti direttamente nel gioco chiamato; ed ancora ne consegue che nessuno deve mai perdere di vista la palla e l’alzatore (il vero “centro di gravità” della squadra).

8 Massimo ha detto...

Messaggio di servizio: attenti che ho modificato il post perchè mi era sfuggita la descrizione del simbolo SETTE (l'alzata frontale d'emergenza in 2a linea).

12 luca ha detto...

wow bagaj.......qui c'è da studiare dibbbrutttttoooo.......ma sarà 1 piacere!!!!
;-)

ps: domani devo assolutamente stampare tutto!!!

pps: mitico max ;-))

8 Massimo ha detto...

@Squadra: dopo l’allenamento del 28 aprile, vorrei fare notare a tutti come durante il gioco troppo spesso ci dimentichiamo di “comunicare” con gli altri.
Le chiamate, dalla basilare MIA a quelle particolari come FACILE o UNO, sono a mio avviso troppo spesso lasciate in secondo piano.
Per le chiamate degli schemi è forse troppo presto, ma bisogna pur cominciare.
La comunicazione è fondamentale all’interno di qualsiasi sport di squadra ed ancora di più nella pallavolo che necessita di una alta coordinazione nelle posizione e nei movimenti reciproci dei giocatori.
Se si assiste ad una partita di alto livello (A1, A2) il frastuono è talmente alto che non ci si rende conto del livello di comunicazione fra i giocatori, ma vi posso assicurare che assistendo a partite di buon livello di serie minori (B, C, D) si resta impressionati da quanto parlano i giocatori fra di loro durante il gioco. E durante gli allenamenti delle giovanili (under14, under16) gli allenatori pretendono che i giocatori parlino e chiamino.

Siamo in media molto affiatati fra di noi e spesso ci comprendiamo lo stesso senza chiamate, ma non pensate che parlando di più eviteremo incomprensioni, aiuteremo l’attaccante a capire le intenzioni dell’alzatore (e viceversa), faremo cadere a terra ancora meno palle?
Qualcuno di noi ha più esperienza o ha semplicemente un intuito maggiore e può fare a meno delle chiamate e degli aiuti dei compagni, ma qualcun altro no. Ricordatevi che comunicare non serve a noi, ma ai compagni ed alla squadra.

Questo è il mio pensiero e non voglio imporlo a nessuno. Vi propongo solo una riflessione.

7 laura ha detto...

@Squadra: approfitto della riflessione di Max per dire anch'io la mia..
Onestamente, a malincuore, credo che chiamare la tattica di attacco sia ancora presto, poichè più gioco e parlo, dentro e fuori dal campo, più mi rendo conto che i bellissimi post di Max non vengono letti e assimilati da tutti per svariati motivi (soprattutto credo per mancanza di tempo).
Sono d'accordo che le palle l'alzatore le debba chiamare, soprattutto MIA e AIUTO, ma assicuro che non è sempre così facile.. nel momento in cui mi accorgo che non ci arrivo e la chiamo non sempre il compagno è pronto, semplicemente poichè abbiamo dei riflessi diversi :)
Per esperienza mi sono accorta che dire prima di iniziare a giocare: IL SECONDO TOCCO SE LA PALLA E' LONTANA DAL 1° ALZATORE LA PRENDE CHI E'PIU' VICINO porta immancabilmente più attenzione da parte di tutti al gioco !! e non è assolutamente poco per il nostro livello :)
Come alzatore che riconosce i propri limiti mi rendo conto che mi è difficile alzare una palla decente, se sono su battuta dell'avversario in prima linea, andando ad alzare in posizione 4 - 5 o 6.. giochiamo apposta con 2 alzatori.. usiamoli !!! spesso ci dimentichiamo che il secondo in seconda linea esiste !!!
Quando abbiamo cambiato modulo, dall'alzatore al centro all'alzatore a destra, inevitabilmente siamo stati portati anche a giocare "più facile"..
Anche questo è il mio pensiero e non voglio imporlo.. mi sembra soltanto, visto che come alzatore ho giocato un pò con tutti, il più FACILE da apprendere !!
Ciò non toglie che sono sicura che si possano fare molti, molti progressi soprattutto in fase di attacco :)

10 Davide ha detto...

Max, provo anch'io ad aggiungere il mio pensiero.

Concordo con quanto tu hai scritto, bisogna comunicare in partita. Inoltre, se è importante mandare messaggi durante il gioco ai compagni, è di prioritaria importanza la creazione di un linguaggio comune, che sia perfettamente decodificabile da tutti. Si utilizzino due o tre o quattro parole, ma che siano quelle e che vengano utilizzate.

Per come ragiono io, inoltre, sarebbe necessario avere anche un metodo, un approccio comune nei confronti della palla a partire dal momento in cui si stacca dalle mani del terzo tocco avversario.

Mi piacerebbe si potesse avere un vero e proprio diagramma di flusso da poter rispettare tutti insieme. Un diagramma continuamente testabile e migliorabile, che possa portare ad agire tutti all'unisono.

Spero se ne possa parlare di mercoledì con Patrice. Sono convinto che un linguaggio ed un metodo di azione comune abbiamo come effetto quello di aumentare le possibilità e le scelte dell'alzatore nel comandare la squadra. Non il contrario.

Sicuramente ci sarà chi a parole saprà far passare meglio di me questa "filosofia". A mio modo di vedere durante la partira un giocatore ha sempre qualcosa da fare e qualcosa di cui occuparsi. Nell'occuparci ciascuno di noi dei nostri piccoli doveri in partita contribuiremo tutti in maniera olistica ad aumentare il divertimento di tutti e la gioia per gli allenamenti.

11 Rocco ha detto...

Do un mio piccolissimo contributo a quanto gia` perfettamente descritto.

Ricordiamoci tutti di essere sempre all'erta a schiacciare una palla, facile o difficile, che l'alzatore ci palleggia, soprattutto bande e centrali di prima linea, ma anche a difendere l'attacco della nostra squadra dal muro avversario.

Infatti, indipendentemente dal fatto che sappiamo o intuiamo la direzione del palleggio, l'altro schiacciatore non chiamato all'azione si deve muovere per 3 ragioni e agire di conseguenza spostandosi:
- puo` coprire all'ultimo istante un palleggio troppo lungo per il centrale o troppo corto per la banda
- puo` spiazzare il muro avversario, muovendosi cmq con l'intento di schiacciare (le cosiddette "finte" che possono sempre trasformarsi in "vere e proprie" se si arriva col tempo giusto sulla palla)
- puo` coprire il muro avversario

vostro PP (piccolo pensiero)

8 Massimo ha detto...

Mi piace lo scambio di idee in corso…alcune ulteriori riflessioni in ordine sparso.

Laura, se tutti avessero la tua voglia di imparare, di progredire e di mettersi in gioco saremmo una squadra almeno da CSI (perché le potenzialità ci sono). E’ anche per questo che chiedo ai più attenti (a quelli che leggono e commentano i post tecnici, a quelli che si impegnano a migliorarsi anche a livello tattico) di aiutare gli altri: parlando, chiamando e spiegando durante il gioco possiamo aiutare loro (e quindi la Squadra) a progredire ancora di più.

Nei giochi di squadra è necessario adattarsi ai compagni: soprattutto l’alzatore, deve giocare e far giocare gli altri in funzione del livello della squadra e sapere che palle può alzare ed a chi. Il livello dei giocatori della nostra squadra non è uniforme e non possiamo pretendere che tutti giochino una veloce o ricevano precisi: il capire i limiti dei compagni e l’adattarsi ed il coordinarsi in un gioco “credibile” è importantissimo.

Non sempre si può od è utile chiamare (su una ricezione all’indietro mi sembra inutile che l’alzatore chiami aiuto, così come se la banda si trova una palla sparata addosso la deve giocare anche se l’alzatore non chiama). Più si chiama meglio è, ma è anche vero che dobbiamo lasciare al gioco una certa dose di improvvisazione, di intuizione e di estro.

Rocco, quello che dici è sacrosanta verità: oltre alla tattica generale di squadra ci sono aspetti tecnico-tattici peculiari e propri di ogni singolo ruolo. La seconda parte del post sulla tattica d’attacco toccherà proprio questi elementi.

Davide: i diagrammi di flusso di cui parli esistono nella pallavolo e sono applicati soprattutto nelle giovanili di alto livello. Sono però molto complicati perché devono tenere conto del flusso primario ma anche di tutte le possibili varianze ed eccezioni che si possono presentare. Cercando nel web ho trovato qualcosa su cui proverò a lavorare, per fare una prima bozza per il ruolo del centrale. Il problema che vedo è soprattutto che se già adesso abbiamo difficoltà a diffondere a tutta la squadra le nozioni tecniche che stiamo condividendo sul blog, più ci si addentra negli aspetti tattici, più la cosa sarà complicata se non impossibile. Vedremo…

10 Davide ha detto...

Caro Max, sottoscrivo i complimenti verso Laura per la sua voglia di imparare e di mettersi in gioco. Questo atteggiamento io l'ho riscontrato, per fortuna, in molte persone, non solo in Laura.

C'è chi si allena ed apprende in maniera rumorosa ed impaziente, come quel pisquano di Davide. C'è chi si dedica al nostro volley in un modo più celato ed elegante, ma migliorandosi un pochino alla volta ogni mercoledì; mi permetto di citare Rocco, Chiara, Sara, Francy, Luca... A metà strada ci sono le più variegate "vie di mezzo". C'è in effetti ancora qualcuno che apertamente si dichiara ostile ai miglioramenti e all'applicarsi quel po' che occorre ogni mercoledì, ma sarà l'adrenalina di qualche amichevole a portarlo sulla retta via!

Per ciò che concerne la chiamata "UNO" o "AIUTO" dell'alzatore anche a me sembrerebbe, di primo acchito, inutile, nel caso per esempio di una ricezione in zona 4 con palla che viaggia verso zona 1. Ma così (sempre secondo me, per carità) non è. Provo a spiegarmi: il giocatore in posto 1, che sta per impattare col pallone che gli schizza addosso dopo la ricezione, ha sempre il dovere di farsi trovare pronto e di non farsi sorprendere con le braccia molli e lo sguardo vitreo rivolto ai moscerini che abitano la palestra. Ok? Quello che accade in più, udendo la chiamata "UNO!!!" è che il giocatore riceve l'input preciso di giocare quella palla. E quella chiamata all'alzatore non costa nulla, se non il fatto che, essendo il regista della squadra, è ancora lui a decidere come si sviluppa il gioco. Immaginiamo tutte le situazioni con le più diverse sfumature che stanno tra questo caso estremo ed il caso in cui dopo il primo tocco la palla va invece precisa verso la fronte del regista. In tutte i casi più strani, meno definibili o analizzabili a priori, la chiamata "UNO!!!" è necessaria, soprattutto perchè se quella chiamata non arriva significa che l'alzatore sta arrivando lui sul pallone e ha già nella testa il fatto che quella palla sarà lui ad alzarla verso chi lui ha già in mente. Anche il non chiamare "UNO!!!" ha un preciso significato. In un diagramma di flusso ci sarebbe per i centrali e le bande prima un bel rettangolo con scritto "MI PREPARO AD ALZARE I PALLONI RICEVUTI MALE" e poi un bel rombo: "L'ALZATORE HA CHIAMATO UNO?" Se sì, si va al quadrato "ALZO LA PALLA". Se no, si va al quadrato "NON INTERFERISCO CON LA GIOCATA DELL'ALZATORE".

8 Massimo ha detto...

Quoto Davide, tutto vero quello che dici.
Come ti ho già detto ho cercato e trovato qualcosa di ben fatto sulle Teoria delle Eccezioni (ciò la maniera di identificare, codificare ed affrontare tutte le possibili variazioni dalla linea di gioco canonica) e sui Diagrammi di Flusso applicati alla Pallavolo. A dir la verità la cosa mi è sembrata a primo acchito un po’ troppo complicata, però vedremo…

Ne parleremo, ma penso che sia meglio aspettare di aver ben assimilato le nuove idee tattiche (chiamate, movimenti d'attacco e ricezione a 3) per non mettere troppa carne sul fuoco.

12 luca ha detto...

@max, dav e laura: chiedo scusa ma mi son perso 1 passaggio (o forse non ho letto bene le uscite settimanali precedenti):
1) x le chiamate MIA e FACILE ok ma la chiamata UNO chevvordì? in teoria non è una chiamata dell'alzatore, ma è 1 segno fatto con l'indice dall'alzatore..o no? (se è una chiamata urlata mi dite cosa vuole dire?, se invece è come dico io, xkè a + riprese davide dice che "l'alzatore urla UNO")
2)laura poi dice di chiamare AIUTO.....ma anche qui...chevvordì??

magari non sono stato attento...........se fosse mi scuso in anticipo ;-))

ciaociao

10 Davide ha detto...

L'alzatore vede che la palla è stata ricevuta male. Questa sta volando in un posto dove risulterà più efficace l'alzata di un'altro giocatore (non specializzato ma più vicino e comunque già pronto all'eventualità di effettuare lui il secondo tocco) rispetto all'alzata dell'alzatore stesso che, è sì specializzato, ma non c'arriverà mai o c'arriverà molto male.
In questa eventualità l'alzatore grida "AIUTO!" o più brevemente "UNO!" che è la forma sincopata di "che qualcUNO si muova ed alzi quella palla!". Dopo che è stato gridato "UNO!" il giocatore nei pressi della palla può prepararsi ad effettuare il secondo tocco senza avere il timore che l'alzatore stia arrivando a 120 Km/h verso di lui. La mia piccola teoria è che senza quella chiamata il giocatore nei pressi della palla avrà sempre e comunque un po' di dubbio su quello che sta succedendo e farà la sua giocata con meno decisione. Senza contare poi i casi in cui, non svegliato dal grido "UNO!", decida proprio di continuare a dormire anzichè pravare ad alzare.
"C'arriverà" è colloquiale, voi non usatelo.

12 luca ha detto...

ok, ora ho capito.....tnx dav.

7 laura ha detto...

Bravo davide, ottima spiegazione :)