All Stars News

ALL STARS NEWS
Si conclude la stagione 2017-2018 con la bella vittoria 3 a 2 degli All Stars Volley nell'ormai classica amichevole con i Misto Scialando. In fase di definizione e completamento il roster per il prossimo anno sportivo.

Giugno 2018 

Ti piacerebbe riprendere con la pallavolo da dove avevi interrotto? Questa potrebbe essere l'occasione giusta!

L’ASD ALL STARS VOLLEY, per il completamento della rosa per la stagione sportiva 2018-2019, è alla ricerca di una giocatrice centrale per la squadra mista. Trovi un po' di informazioni su di noi alla pagina "la Squadra" di questo Blog.

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Pensieri Profondi

PENSIERI PROFONDI
«Con ogni addio impari. E impari che l’amore non è appoggiarsi a qualcuno e la compagnia non è sicurezza. E inizi a imparare che i baci non sono contratti e i doni non sono promesse.». (Jorge Luis Borges)

12/09/11

I miti delle "nostre" stelle

Ad ognuno la propria stella e ad ogni stella il proprio mito ed il proprio significato. Come ha detto Antoine de Saint-Exupéry, le stelle sono illuminate perché ognuno possa un giorno trovare la sua. E allora cercatela, trovatela e fatevi guidare da essa.
Le stelle delle costellazioni circumpolari (Orsa Maggiore, Orsa Minore e Dragone) si possono osservare tutto l’anno, in direzione nord. Le altre costellazioni sono visibili o comunque raggiungono la migliore visibilità durante alcuni periodi dell’anno: l’estate (Cigno, Aquila, Lira e Scorpione), l’autunno (Acquario), l’inverno (Orione, Cane Maggiore, Toro e Pleiadi) e la primavera (Leone).

La costellazione dell’Orsa Maggiore
Questa costellazione circumpolare è certamente tra le più famose e facili da individuare e già i Fenici la usarono durante la navigazione per individuare la Stella Polare. Le sue sette stelle principali formano il Grande Carro.
Secondo il mito, la Grande Orsa rappresenta uno dei grandi amori di Zeus, la bellissima ninfa Callisto, consacrata alla dea Artemide. Zeus le si avvicinò nelle sembianze di Artemide stessa e la sedusse. Dall’avventura con Zeus Callisto ebbe un figlio, Arcade, e per questo Era, la moglie di Zeus, trasformò la povera Callisto in un’orsa. Dopo 15 anni, Arcade durante una battuta di caccia incontrò per caso l’orsa e la stava per uccidere quando Zeus intervenne mandando sulla Terra un turbine che portò entrambi, Arcade e l’orsa, in cielo. Callisto divenne la costellazione dell’Orsa Maggiore ed Arcade quella dell’Orsa Minore, per sempre.

Dubhe (Alfa Ursae Majoris)
E’ una gigante gialla e insieme a Merak forma la coppia conosciuta come le "Stelle Indicatrici", per mezzo delle quali è facile individuare Polaris. Il suo nome deriva dall’arabo al-Dubb, “l’orso”. Dubhe rappresenta la forza ed il coraggio, ma anche la ruvidezza e la scontrosità. E’ inoltre simbolo dell’amore fra genitori e figli.

La costellazione dell’Orsa Minore
Questa costellazione circumpolare è la più conosciuta presso i popoli dell'emisfero boreale. La sua forma è simile a quella dell'Orsa Maggiore e per questo viene chiamata anche Piccolo Carro.
Oltre che nella leggenda di Callisto e Arcade, l’Orsa Minore è ricordata nel mito della nascita di Zeus: l'orsa rappresenterebbe Ida, una delle ninfe nutrici di Zeus. A Crono, il re dei Titani, era stato predetto che avrebbe perso il suo trono per mano di suo figlio. Perciò lo stesso Crono divorava tutti i suoi figli appena nati. Rea, moglie di Crono, decisa a sottrarre suo figlio Zeus al padre, lo nascose nell’isola di Creta affidandolo alle cure di Adrastea e Ida. Zeus crebbe, spodestò il padre e ricompensò le ninfe che si presero cura di lui immortalandole nel cielo nelle costellazioni delle Orse.

Polaris (Alfa Ursae Minoris)
Pur occupando soltanto il 49° posto in ordine di splendore tra tutte le stelle del cielo, é sicuramente la più importante e famosa, grazie alla sua posizione quasi coincidente con il polo nord celeste. Polaris è una stella tripla la cui componente maggiore (Polaris A) è una supergigante gialla. A causa della precessione dell’asse terrestre, Polaris non indicherà per sempre il nord: la prossima stella polare sarà Aldebaran, che si troverà alla minima distanza dal polo intorno all’anno 7000, poi sarà il turno di Deneb intorno al 10000, e quindi di Vega nel 14000.
Polaris rappresenta la guida, sia fisica che spirituale, la forza ispiratrice. È simbolo di rettitudine ed imparzialità, di equilibrio e sincerità.

La costellazione del Dragone
Il Dragone è una delle costellazioni più grandi della volta celeste e si avvolge attorno al polo nord celeste, fra L’Orsa Maggiore e l’Orsa Minore.
Il Drago è l’animale mitologico per eccellenza e ad esso sono legate molte leggende. Secondo una, il Drago era un alleato dei Titani nella guerra cosmica contro gli dei dell’Olimpo. Durante la lotta, la dea Atena si trovò di fronte il Drago. Essa lo afferrò per la coda e lo scagliò tra le stelle, verso il polo nord celeste. In quella regione freddissima, il Dragone si congelò e non poté più districare le sue spire.
Un altro mito racconta che il drago Ladone era il guardiano del Giardino delle Esperidi, dove era custodito l’albero dei pomi d’oro di Era, la moglie di Zeus. Ladone fu ucciso da Ercole e da Atlante per rubare le mele d’oro. Era allora pose il Drago nel cielo in modo che tutti potessero ricordarlo.

Rastaban (Beta Draconis)
E' una supergigante gialla, simile al nostro Sole ma con una massa molto più grande.
Il suo nome deriva dall’arabo al-Ras al-Thu’ban, “la testa del dragone”. Le stelle che formano la testa del Dragone (Rastaban ed Eltanin) non tramontano mai e sono il simbolo dell’eternità, della consapevolezza e della vigilanza. Rastaban rappresenta la volontà e la determinazione.

La costellazione del Cigno
Il Cigno (o Croce del Nord) è una delle costellazioni più facili a riconoscersi per la sua caratteristica forma a croce. Si osserva nel cielo estivo in direzione sud-est. Deneb, la sua stella più brillante, forma con Vega (Costellazione della Lira) e Altair (costellazione dell’Aquila) il “Triangolo Estivo”.
Sono molti i miti legati al Cigno. Il Cigno è spesso visto come una mimetizzazione di Zeus che si reca da una delle sue innumerevoli amanti. Nel mito più noto, il re degli dei finse di essere un cigno inseguito da un’aquila (la dea Afrodite a sua volta trasformata). Nemesi lo soccorse e gli diede riparo e si addormentò con il volatile in grembo, dando a Zeus la possibilità di approfittarne. Per evitare che qualcuno sospettasse l’accaduto Zeus pose in cielo la figura alata del cigno assieme a quella dell’aquila.
Alcune mitologie vedono invece nel cigno Orfeo, il più celebre musico dell’antichità. Si narra infatti come fu l’anima stessa di Orfeo a scegliere di essere mutata in Cigno per essere in cielo vicino al suo strumento prediletto, la lira.

Deneb (Alfa Cygni)
Deneb è una supergigante bianca, un astro gigantesco, remoto (1400 anni luce dalla Terra) e luminosissimo (in termini assoluti la stella più luminosa della Via Lattea): se si trovasse alla stessa distanza dalla Terra di Alfa Centauri, Deneb sarebbe più brillante della Luna piena.
Il nome Deneb deriva dall’espressione araba Dhànab al-'Ukàb, "la coda del cigno", la stella più bella e luminosa della costellazione ed è simbolo di purezza e bellezza, ma anche di rinascita e rinnovamento (il mito di Orfeo).

La costellazione dell’Aquila
L’Aquila é una costellazione tipicamente estiva, dominata dalla luminosissima Altair, con una tipica forma ad aquilone. Nel pieno dell’estate si trova in direzione sud, alta sull’orizzonte e facilmente osservabile.
L’Aquila é per i Greci uccello sacro e fedele servitore di Zeus ed era l’Aquila che portava a destinazione le folgori che il re dell’Olimpo scagliava contro i suoi nemici. L’Aquila fu mandata da Zeus a rapire Ganimede, per portarlo sul monte Olimpo e farlo diventare il coppiere degli dei.
La costellazione ha anche un rapporto con quella della Freccia, che secondo una leggenda rappresenta la freccia che uccise l’Aquila, dardo scagliato da Ercole per liberare Prometeo (tenuto prigioniero dall’Aquila stessa). Zeus allora mandò l’Aquila tra le stelle come premio per i suoi fedeli servigi.

Altair (Alfa Aquilae)
Altair è una nana bianca che si trova a soli 17 anni luce dalla Terra. Il suo nome, dall’arabo al-Nasr al-Tta'ir, significa “l’aquila che vola alta nel cielo”. Altair è simbolo di forza e libertà, di fierezza e orgoglio. Come il suo padrone Zeus è portatrice di ira e collera ma anche di amore e amicizia.

La costellazione della Lira
La Lira è una piccola costellazione estiva, facilmente identificabile per la presenza della luminosa Vega, il vertice superiore e più luminoso del Triangolo Estivo.
La Lira era lo strumento del grande musicista Orfeo, in grado di incantare con il suo canto animali, alberi e persino pietre e corsi d'acqua. Fu costruita da Ermes, il figlio di Zeus e di Maia (una delle Pleiadi), che fece la lira usando un guscio di una testuggine e sette corde (tante quanto il numero delle Pleiadi) fatte di budello di mucca.
Alla morte di Orfeo la Lira fu gettata nel fiume Ebro ma magicamente continuò a suonare e galleggiando giunse infine all’isola di Lesbo. Zeus allora mandò Aquila a mettere in salvo la Lira e la pose in cielo tra le stelle.

Vega (Alfa Lyrae)
Vega è una stella bianca molto brillante, la quinta più luminosa del cielo notturno. Il suo nome deriva dall’arabo an-Nasr al-Wāqi che significa “l’aquila che attacca in picchiata”.
E’ simbolo di determinazione, fermezza e decisione, apportatrice di talento e successo. Ma essendo il manico della Lira, Vega è anche simbolo di moderazione ed equilibrio.

La costellazione dello Scorpione
E’ una delle costellazioni più antiche: già cinque millenni or sono i Sumeri riconoscevano questa costellazione come Gir-tab, lo Scorpione. La costellazione è interamente visibile dalle latitudini più meridionali dell’Italia, mentre già poco più a nord una parte dell’asterismo si trova sempre sotto l’orizzonte.
La storia dello Scorpione è legata alla morte di Orione il cacciatore: Orione, durante una partita di caccia in compagnia di Artemide, si vantò di essere il più abile dei cacciatori ed affermò di poter uccidere qualsiasi bestia sulla Terra. Allora la Terra fremette d'indignazione e da una spaccatura del terreno fece uscire uno scorpione che punse a morte il gigante presuntuoso. Sia Orione che lo Scorpione furono sistemati nel firmamento, su lati opposti del cielo, in modo che mentre lo Scorpione sorge a est, Orione fugge sotto l'orizzonte a ovest.

Antares (Alfa Scorpii)
E’ una supergigante rossa, molto vecchia, con un diametro di circa 600 volte quello solare.
Il suo nome deriva dal greco e significa “l’antagonista di Ares”, il rivale di Ares”. Il suo colore rosso e la sua luminosità ne ha fatto un oggetto di grande interesse per molti popoli nella storia: per i Persiani era una delle 4 stelle reali e rappresentava il guardiano dell’equinozio autunnale. Così come Ares è il signore della guerra e rappresenta la violenza e la brutalità, così Antares è portatore di pace ed amore e rappresenta la dolcezza e la gentilezza.

La costellazione dell’Acquario
L’Acquario è una vasta costellazione visibile soprattutto in autunno verso sud.
E’ una costellazione tra le più antiche: già gli Egizi identificavano in queste stelle il dio Nilo, mentre i Babilonesi vedevano nella costellazione la figura di un uomo che versa dell’acqua da un vaso. I Greci collegarono l’Acquario con miti diversi: per la più nota leggenda greca l’Acquario rappresenta Ganimede, il giovane più bello fra i mortali, rapito dall’Aquila di Zeus e portato nell’Olimpo per divenire il coppiere degli dei, colui che mesceva la mistura d’acqua e nettare (l’ambrosia) che gli Olimpici bevevano nei loro festini. Come riparazione per il rapimento, al giovane fu concessa l'immortalità nei cieli, sotto forma di costellazione.

Sadalmelik (Alfa Aquarii)
Sadalmelik è una stella gigante gialla simile al Sole. La stella è posta sulla spalla destra della figura dell’Acquario, vicino alla brocca.
L’origine del nome è araba, al-Sa’d al-Malik, e significa “la stella fortunata del re”. Insieme a Sadalsuud (la più fortunata delle fortunate) e Sadachbia (la stella fortunata delle tende) forma il trio delle stelle fortunate degli Arabi.
Sadalmelik rappresenta l’amicizia, la spontaneità e l’altruismo, ma anche l’imprevedibilità e l’orgoglio.

La costellazione di Orione
Orione è forse la costellazione la più conosciuta, grazie alle sue stelle brillanti e alla sua posizione vicino all'equatore celeste che la rende visibile dalla maggior parte del mondo.
La sua forma ricorda molto quella di una clessidra caratterizzata da un grande rettangolo di stelle luminose e da un allineamento di tre stelle poste al centro della figura, la famosa Cintura di Orione.
Sono numerosissimi i miti legati a questa figura: Orione era secondo i greci un bellissimo e possente cacciatore figlio di Poseidone, così affascinante da aver fatto invaghire di lui il Sole, l'Aurora e persino Artemide, la dea della caccia. Apollo, invidioso di Orione, con un inganno fece sì che la sorella Artemide colpisse mortalmente Orione con una freccia. Distrutta dal dolore Artemide immortalò allora Orione tra le costellazioni.
Secondo un'altra versione della storia, Orione morì a causa del morso dello Scorpione e dopo la morte, su richiesta di Artemide fu posto in cielo il più distante possibile dallo Scorpione, in modo che non potesse apparire in cielo contemporaneamente al suo assassino.

Bellatrix (Gamma Orionis)
Questa stella segna la spalla destra di Orione, in coppia con Betelgeus, la spalla sinistra. E’ una gigante blu ed è la stella più calda fra quelle osservabili ad occhio nudo. Il suo nome deriva dal latino e significa “la guerriera”, “l’amazzone”.
Bellatrix rappresenta la forza d’animo, la fiducia in sé, lo spirito combattivo ed è simbolo di una natura forte e nobile.

Alnilam (Epsilon Orionis)
E’ una supergigante blu, molto calda e luminosa. E’ la stella centrale della Cintura di Orione, che forma insieme ad Alnitak e Mintaka.
Il suo nome deriva dall’arabo an-Nizāme che significa “filo di perle”. La Cintura di Orione nel suo complesso rappresenta la bellezza e l’armonia, mentre Alnilam in particolare è simbolo di gentilezza d’animo e bontà.

La costellazione del Cane Maggiore
Il Cane Maggiore è visibile nei mesi invernali, abbastanza basso sull’orizzonte, in direzione sud.
La costellazione si trova molto vicina ad Orione e la leggenda vuole che il Cane Maggiore e il suo compagno più piccolo il Cane Minore siano i segugi che aiutano Orione, il cacciatore, nelle sue battute di caccia.
Secondo un altro mito greco, il Cane Maggiore rappresenta il cane Lelapo, un cane così veloce che nessuna preda riusciva a sfuggirgli. Lelapo tentò di cacciare dalle campagne attorno a Tebe una velocissima e malvagia volpe. Lelapo però riuscì solo ad avvicinarsi alla volpe, mancandola più volte per un soffio. Poiché questo inseguimento non sarebbe mai terminato, Zeus fu costretto ad intervenire, tramutò in pietra entrambi gli animali e pose il cane nel firmamento.

Sirio (Alfa Canis Majoris)
Sirio è la stella più brillante del cielo notturno, non tanto per la sua luminosità intrinseca quanto per la sua vicinanza alla Terra (circa 9 anni luce). E’ in realtà un sistema binario formato da Sirio A (la stella bianca principale) e Sirio B (una nana bianca indistinguibile ad occhio nudo). Essendo sempre molto bassa sull’orizzonte, la sua vivida luce bianca ci giunge rifratta e scomposta nelle varie colorazioni dello spettro, scintillante di bagliori rossi, gialli e verdi.
Il significato del nome Sirio (dal greco antico Séirios) è “la splendente”, “l'ardente”, simbolo del calore, dell’estate, della voglia di vivere, ma anche della fertilità e della fecondità (gli Egizi associavano la sua comparsa primaverile alle piene del Nilo).

Adhara (Epsilon Canis Majoris)
E’ la seconda stella per luminosità nella costellazione del Cane Maggiore. E’ una supergigante blu e forma con altre due stelle meno luminose (Aludra e Wesen) un piccolo triangolo nella parte meridionale del Cane. Adhara è una stella che presenta forti variazioni nella sua attività e probabilmente fra non molto tempo potrebbe evolversi in una supernova.
Il suo nome ha origine dall'arabo al-Adhārā e significa letteralmente "le vergini" inteso come "le fanciulle", "le giovani donne" e così gli arabi identificavano il triangolo formato dalle tre stelle che insieme sono simbolo di ingenuità, spontaneità e gaiezza.

La costellazione del Toro
Il Toro è una costellazione invernale, ricca di stelle e ben osservabile verso sud da ottobre ad aprile.
Il Toro é un’altra delle costellazioni più antiche: per gli antichi Egizi il Toro era il dio Api, per i Persiani rappresentava il dio Mitra, i Sumeri lo chiamavano Toro del Cielo e i Celti, quando il Sole entrava nella costellazione, celebravano una grande festa dedicata ai tori.
La mitologia greca ci racconta che Zeus, innamorato di Europa, si trasformò in un toro bianco con le corna a forma di falce di luna, le si avvicinò e si stese ai suoi piedi. Europa salì sul dorso del toro e questi la portò attraverso il mare fino all'isola di Creta. Europa ebbe da Zeus tre figli e divenne la prima regina di Creta. Il padre degli dei per ricordare la vicenda, ricreò la forma del toro bianco nelle stelle.

Aldebaran (Alfa Tauri)
Aldebaran è una gigante arancione (circa 40 volte il Sole) e segna l’occhio del Toro.
Il nome ha origine dall’arabo al-Dabarān, “colui che segue”, in riferimento al modo in cui la stella sembra seguire l'ammasso delle Pleiadi nel loro moto notturno.
Aldebaran fa’ parte con Antares, Regolo e Fomalhaut delle quattro stelle reali degli antichi Persiani, i punti celesti che quadripartivano il moto del sole attorno alla terra e che erano considerati i quattro guardiani del cielo: Aldebaran era il guardiano dell'equinozio di primavera. Aldebaran rappresenta la costanza, la tenacia e la perseveranza. E’ considerata una stella fortunata, che porta ricchezze ed onori.

L’ammasso delle Pleiadi
Le Pleiadi sono un ammasso di stelle visibile nella costellazione del Toro. Questo ammasso, formato da stelle blu o bianche molto luminose, conta centinaia di stelle, ma quelle visibili ad occhio nudo sono sette: Alcyone, Asterope, Celaeno, Electra, Maia, Merope e Taygeta, le bellissime ninfe dei boschi, figlie di Atlante e Pleione, che furono inseguite dal cacciatore Orione attraverso i boschi della Beozia per cinque anni finché Zeus, mosso a compassione, li collocò tutti, Orione incluso, tra le stelle.
La letteratura di ogni tempo e di ogni civiltà contiene allusioni e richiami alle Pleiadi: Omero, Esiodo e Ovidio ne parlano e diversi riferimenti alle Pleiadi sono anche nella Bibbia.

Alcyone (Eta Tauri)
Alcyone è la stella più brillante delle Pleiadi. In realtà si tratta di un sistema stellare formato da diverse stelle in cui la principale, Alcyone A, è una gigante blu.
Essendo la più luminosa, Alcyone guida le sorelle nel loro percorso nel cielo e rappresenta quindi la Regina delle Pleiadi. Alcyone rappresenta il connubio della passionalità e dell’intelligenza, del sentimento e della ragione. E’ inoltre considerata una stella benefica, che allontana i mali.

La costellazione del Leone
Il Leone è una grande costellazione individuabile con facilità nei cieli primaverili. Nell’antichità la costellazione veniva associata al Sole che raggiungeva allora la sua massima altezza sull’orizzonte proprio quando si trovava in questa costellazione.
Nella mitologia greca, il Leone rappresenta la belva che viveva nelle foreste di Nemea. Il Leone di Nemea era figlio di Zeus e di Selene, fratello della Sfinge e dell’Idra. Il suo mantello era impenetrabile e ciò lo rendeva invulnerabile. Fu ucciso da Ercole che, dopo averci provato con frecce, lancia e mazza, decise di strangolarlo. Dopo la sua morte, il Leone di Nemea fu posto da Zeus tra i segni dello zodiaco, dove formò la costellazione del Leone.

Regolo (Alfa Leonis)
E’ una stella bianco-azzurra, molto giovane, calda e luminosa. Regolo è un’altra delle stelle reali degli antichi Persiani e rappresenta il guardiano del solstizio d’estate.
Il suo nome latino Regulus é il diminutivo di Rex e significa “il piccolo re”, ma già i popoli della Mesopotamia la chiamavano Amil-gal-ur, il Re della Sfera Celeste.
Regolo è il cuore del leone e rappresenta il coraggio, la generosità e la franchezza ed è simbolo di nobiltà d’animo.

Denebola (Beta Leonis)
Si tratta di una stella bianca, anch’essa molto giovane e calda. Il nome di questa stella, deriva dall’arabo al-Dhanab al-Asad, “la coda del leone”.
Denebola è la coda del Leone che svetta fiera e magnifica e rappresenta la generosità e la bontà, ma anche la fierezza e l’orgoglio.

1 commento:

11 Rocco ha detto...

il silenzio dei commenti non vuol dire che non abbiamo apprezzato la lunga ricerca sulle nostre costellazione, ma semplicemente che siamo rimasti senza parole... Ma quanta mitologia c'e` in noi!!!
Grazie MAX!