...e dopo essere sopravvissuto al concentrato di 3 gg di abbuffate,
ecco i miei auguri per un felice 2013!
"reach out and touch faith" [cit.]
Strano vedere, quando postavo questo video, che a lato c'era già qlcn che per motivazioni diverse aveva inserito nel player un'altra canzone dei Depeche Mode...
Pensieri Profondi
PENSIERI PROFONDI
«Ho controllato molto approfonditamente e questa è sicuramente la risposta. Ad essere sinceri, penso che il problema sia che voi non abbiate mai saputo veramente qual è la domanda». (Pensiero Profondo) |
27/12/12
07/12/12
Pensieri dall'Infinito
Quello che veramente ami rimane, il resto è scoria.
Quello che veramente ami non ti sarà strappato,
quello che veramente ami è la tua vera eredità.
Il mondo a chi appartiene, a me, a loro
o a nessuno?
Prima venne il visibile, quindi il palpabile
Elisio, sebbene fosse nelle dimore d’inferno.
Quello che veramente ami è la tua vera eredità.
Strappa da te la vanità, non fu l’uomo
che creò il coraggio, o l’ordine, o la grazia.
|
Cerca nel verde mondo quale luogo possa essere il tuo,
per raggiungere l'invenzione, o nella vera
abilità dell’artefice.
Strappa da te la vanità, Paquin strappala!
Il casco verde ha vinto la tua eleganza.
«Dòminati, e gli altri ti sopporteranno».
Strappa da te la vanità,
sei un cane bastonato sotto la grandine,
una pica rigonfia in uno spasimo di sole,
metà nero metà bianco,
né distingui un’ala da una coda.
Strappa da te la vanità,
come sono meschini i tuoi rancori
nutriti di falsità.
Strappa da te la vanità,
avido di distruggere, avaro di carità.
Strappa da te la vanità, ti dico strappala!
Strappa da te la vanità, ti dico strappala!
Ma avere fatto in luogo di non avere fatto,
questa non è vanità. Avere, con discrezione, bussato
perché un Blunt aprisse,
aver raccolto dal vento una tradizione viva
o da un bell’occhio antico la fiamma inviolata,
questa non è vanità.
Perché qui l’errore è in ciò che non si è fatto,
nella diffidenza che fece esitare.
Ezra Pound, Canto 81 (Canti Pisani - 1948)
>
Poesia
01/12/12
Le regole per l’utilizzo del Libero
Dal 1994 la FIVB ha modificato le regole della pallavolo per
dare all'interno del gioco sempre maggiore importanza alla difesa: possibilità
di colpire la palla con qualsiasi parte del corpo, ricezione in palleggio, attenuazione
della sanzione di doppio tocco in difesa... In considerazione di ciò, nel 1997
nacque l’idea di creare una nuova tipologia di giocatore, denominato libero,
votato ad esaltare gli aspetti difensivi del gioco.
Da quest’anno introduciamo negli All Stars il ruolo del
libero. Penso sia quindi opportuno fare un’analisi di questo ruolo, dei limiti
regolamentari del suo gioco e del suo utilizzo tattico.
Le regole
Leggendo il regolamento FIPAV, si trovano queste regole
fondamentali:
- Ogni squadra ha il diritto di avere 1 o 2 specialisti difensori, denominati “libero”. Questi giocatori devono indossare una maglia di colore diverso da quella degli altri compagni di squadra.
- Il libero può sostituire qualsiasi giocatore di seconda linea e quindi la sua prestazione è limitata come giocatore difensore. In campo può essere presente un solo libero per volta.
- Il libero non può attaccare una palla che si trova completamente al di sopra del bordo superiore della rete; inoltre egli non può né servire, né murare.
- Un compagno di squadra non può completare un attacco con la palla che si trova completamente al di sopra del bordo superiore della rete se essa proviene da un palleggio del libero che si trova in prima linea; l’attacco può essere invece effettuato se l’alzata è eseguita in bagher. Da seconda linea il libero può alzare ai compagni sia in bagher che in palleggio.
- Le sostituzioni che coinvolgono il libero sono illimitate, ma ci deve essere una azione completata tra due sostituzioni. Il libero può essere sostituito soltanto dallo stesso giocatore che era stato da lui sostituito. Le sostituzioni devono effettuarsi a gioco fermo e prima del fischio di autorizzazione del servizio.
L’utilizzo del libero ha il chiaro scopo di rinforzare la
ricezione e la difesa, facendo entrare nel giro dietro uno specialista del
ruolo. Il libero deve essere un vero Jolly difensivo perché deve essere in
grado di coprire alternativamente tutte e 3 le zone di difesa (5, 6 e 1) in
funzione del giocatore che sostituisce e della tattica difensiva adottata dalla
squadra.
Le situazioni di gioco più “complicate” utilizzando il
libero sono le rotazioni e le sostituzioni. Nel caso standard il libero entra
in sostituzione di una coppia di giocatori di pari ruolo: gli alzatori o le
bande o i centrali. E’ la situazione che più spesso si vede sui campi perché
più semplice da attuare e più regolare nelle rotazioni: considerando due
rotazioni complete (fra battuta e ricezione 12 x 2 = 24 fasi distinte), il
libero è in campo in 10 fasi, mentre i giocatori sostituiti sono in campo 7
fasi di gioco ciascuno.
Per esempio, nel caso classico che il libero sostituisca i
centrali, si hanno queste disposizioni:
La sostituzione di due giocatori pari ruolo ha anche il
vantaggio di specializzare il libero in una ben determinata zona di difesa. In
particolare la sostituzione dei due centrali fa sì che il libero copra la zona
5, quella esposta all'attacco più probabile (diagonale) dalla zona più
probabile (banda avversaria).
In alternativa, è possibile che il libero entri in sostituzione di due
giocatori con ruolo diverso (alzatore-banda, alzatore-centro, banda-centro).
L’unico limite di questa tattica, è che i giocatori sostituiti devono essere
spaziati, vi deve essere cioè fra loro un altro giocatore. Così facendo il
libero è in campo in 8 fasi di gioco, mentre i giocatori sostituiti sono in
campo uno 9 fasi, l’altro 7 fasi.
Oltre alla maggiore complessità delle rotazioni, questa
tattica costringe il libero a coprire alternativamente due zone diverse in
difesa.
Le
competenze
Il libero in una partita svolge principalmente quattro
funzioni: ricezione, copertura, difesa, alzata.
Ricezione: il libero dovrà ricevere sei rotazioni su
sei e sempre senza dover andare ad attaccare, quindi potrà essere un grosso
punto di riferimento su cui costruire la ricezione di squadra. La sua
affidabilità in questo ruolo è determinante. Importante è la capacità di
mantenere la concentrazione molto alta e il giusto livello di tensione, focalizzandosi
sulla palla, prima ancora che venga lanciata dal battitore. Altrettanto importante
la capacità di non farsi condizionare dall'errore cancellandolo immediatamente
dalla memoria, senza che vada ad intaccare le sicurezze del giocatore.
Copertura: essendo l'unico atleta che sicuramente non
attacca, il libero è anche il maggior responsabile della copertura del muro
avversario. Appena eseguita la ricezione, il libero si porta in avanti per
prepararsi a coprire su un eventuale attacco di primo tempo in zona 3, per poi
spostarsi rapidamente verso la zona 4 nel caso sia effettuata un alzata in
banda. La funzione del libero in copertura assume un'importanza fondamentale
nei casi di un'alzata sbagliata (soprattutto se vicina alla rete) o di un’alzata
alta su palla scontata. In questi casi è molto probabile infatti che
l'attaccante sia murato.
Difesa: in difesa il libero deve coprire una zona del
campo per 4 rotazioni su 6 in fase break e 6 su 6 in fase ricezione-punto. Al
libero si chiede di essere sempre attento in difesa: egli deve aspettarsi
sempre che la palla possa andare nella sua zona di competenza e deve sempre
cercare di prenderla. Il libero dovrebbe inoltre ricoprire il ruolo di
organizzatore dal punto di vista tattico della difesa, fornendo delle
informazioni ai suoi compagni di squadra, che sono concentrati su altri aspetti
del gioco.
Alzata: il libero oltre a ricevere, coprire e difendere,
deve anche saper alzare la palla e lo deve saper fare sia in palleggio sia in
bagher e soprattutto su palle lontane da rete. Alzare una palla precisa dopo
un'azione di difesa vale un buon contrattacco ed un punto.
La difesa è il termometro della carica agonistica e della
volontà di lottare di una squadra :«La
difesa non è soltanto una tecnica, ma è soprattutto un' attitudine mentale». (Karch Kiraly).
14/11/12
Un po' di esercizio previene i dolori :)
Cari i miei compagni di squadra, dovendo per quasi un mese saltare gli allenamenti settimanali e i mercoledì di partite per far riposare e curare la mia spalla, che l'ecografia ha evidenziato essere affetta da tendinosi avanzata con calcificazioni, e dovendo tenere a bada le mie 3 protusioni cervicali, ho deciso di informarmi un po' e guardando sulla rete sono incappata su un sito, a mio avviso uno dei migliori che ho mai visitato in quanto spiega in maniera immediata e semplice, e ho deciso di postarlo sul BLOG.
Il sito è My-personaltrainer.it - Salute e Benessere e in particolare l'articolo che vi voglio riportare parla degli esercizi per i dolori cervicali.
Sapere quali piccoli esercizi, da fare in qualunque momento, sia a lavoro che a casa, possono aiutarci a prevenire e curare alcuni dolori alla cervicale che possono crearci dei fastidi è a mio avviso molto importante.. La pallavolo è fatta anche di prevenzione, potenziamento e cura del proprio corpo, pertanto ritengo che possa servirci una maggior informazione :)
Riporto qui un estratto, ma chi volesse consultare l'intero articolo lo troverà al seguente link Esercizi per il dolore cervicale.
Il dolore cervicale è un disturbo piuttosto comune, che comprende una moltitudine di sintomi di diversa natura. [....] Cause di dolore cervicale possono essere: traumi pregressi, osteoartrite, degenerazione dei dischi intervertebrali, colpi di freddo, posizioni errate assunte nel corso della giornata, sovraccarichi eccessivi e ripetuti sui muscoli del collo, stress (molte persone tendono a scaricare le tensioni quotidiane
assumendo posizioni rigide e contratte), mancanza di attività fisica, eccesso di alcuni tipi di attività fisica, cattivo riposo notturno (uso di materassi e/o cuscini inadatti). [...] Un programma mirato di esercitazioni, seguito con
costanza, può migliorare e risolvere il problema. [...] Potete eseguire questi semplici movimenti dove e quando volete, in
palestra, in ufficio, al semaforo, sotto la doccia o prima di dormire.
![]() |
In
piedi o seduti davanti al computer flettete lentamente di lato il
collo, sostando per qualche secondo tra una flessione e l'altra nella
posizione di partenza.
|
![]() |
In
piedi o seduti flettete lentamente di lato il collo. Con la mano del
lato verso il quale è piegato il collo afferrate il polso del braccio
opposto e tiratelo leggermente verso il basso in modo da mettere in
tensione i muscoli del trapezio e della spalla controlaterali. Mantenete
la posizione per 20-30 secondi e cambiate lato.
|
![]() |
In
piedi flettete lentamente di lato il collo; con la mano del lato verso
il quale è piegato il capo spingete leggermente verso il basso la testa
in modo da praticare una leggera tensione. Piegate l'altro braccio a 90
gradi portando la mano dietro la schiena. Mantenete la posizione per
20-30 secondi e cambiate lato
|
![]() |
In piedi o seduti con la schiena eretta flettete lentamente il
collo a destra, indietro, a sinistra e in avanti in modo da compiere una
circonduzione completa del capo. Tenete spalle e collo rilassati
durante tutto l'arco del movimento e ripetete in senso inverso.
|
Ringrazio ancora per l'ottimo materiale il sito My-personaltrainer.it - Salute e Benessere
02/11/12
Uno Splendido Lavoro (soluzione del Brain Training #10)
Alba deve decidere come distribuire tra le colleghe i 100 buoni che il suo datore di lavoro le ha messo a disposizione. L’obiettivo da raggiungere ha una componente monetaria ma anche una componente più aleatoria, legata alle dinamiche di gruppo e lavorative.
Ci sono 100 buoni da spartire e il potere decisionale è nelle mani di Alba. Può tenerseli tutti o distribuirli come più le piace. I fattori che devono guidare la sua scelta sono:
FATTORE A - le parole dirette del boss, “Devi ottenere il meglio che puoi per te, ma ricordati che anche ciascuna di loro vuole il massimo numero di buoni che può oggettivamente sperare di ottenere“
FATTORE B - le condizioni lavorative e contingenti in cui la vicenda è contestualizzata.
Proviamo a splittare le condizioni del FATTORE B:
B1 – nessuna ragazza vuole pulire la palestra
B2 – Alba deve dimostrare a Primo le sue capacità manageriali e quindi operare affinché la sua proposta sia accettata e non abbia un impatto negativo sull’ambiente lavorativo che lei dovrà gestire.
Alba, quindi, deve necessariamente farsi approvare la proposta (di modo da soddisfare la condizione B1), deve tenere per sé quanti più buoni le è possibile (per soddisfare la condizione A) e deve agire al fine di non scontentare l’ambiente (condizione B2).
Se io fossi Alba rimarrei concentrato solo su ciò:
STEP I) cercherei di comprendere qual è il reale numero di buoni che ciascuna ragazza può razionalmente aspettarsi
STEP II) prenderei una decisione tale da scontentare l’ambiente il meno possibile.
Vorrei far emergere che, se vogliamo fare una scelta di successo, non possiamo procedere invertendo i due step.
Non possiamo, cioè, prima ipotizzare soluzioni che accontenterebbero l’ambiente e poi, tra queste, optare per la più vantaggiosa.
Provo a spiegarmi.
Esaminiamo alcune soluzioni che sono state proposte e che, senza aver fatto nessun conto, potrebbero apparire come favorevoli dal punto di vista ambientale.
Questa è la soluzione “socialista” proposta da Patrice: a priori tutto viene diviso in parti uguali. La soluzione verrebbe accettata alla stragrande. Abbiamo detto che le ragazze sanno far di conto alla perfezione e dunque con questa ripartizione otterrebbero tutte molto di più di quanto potrebbero aspettarsi da una scelta perfetta di Alba (e lo si vedrà dopo). Apparentemente è una scelta che non scontenta l’ambiente. In realtà, siccome Primo ha comunicato a tutte le ragazze la classifica di merito di un anno di lavoro, non si capisce perché Alba, Bambina e Cristina, dopo tanto impegno lavorativo, debbano beneficiare di un bonus pari a quello di chi ha battuto la fiacca tutto il tempo.
In più, siccome ogni ragazza ha una percezione del proprio operato tale per cui mentalmente si auto-colloca nella classifica due o tre posti più in alto di quella reale, ben sei o sette ragazze vedrebbero colleghe fannullone raccogliere un numero di buoni ingiusto. Non percepirebbero i buoni come un premio, ma come una insignificante suddivisione di un bene e sarebbero disincentivate a dare il meglio di sé nel lavoro.
Aggiungiamo un’altra conseguenza: le colleghe (e il boss) non vedrebbero certo in Alba una leader capace di prendere decisioni e quindi di organizzare turni, ferie, premi e via dicendo.
In ditta si sentirebbero tutte libere di commentare, lamentarsi, in definitiva perdere tempo anziché impegnarsi. “Grazie per l’ambiente di lavoro poi…” per citare Patrice.
Questa è la prima soluzione proposta da Andrea. Porta con sé tutti i difetti della soluzione socialista, aggravando ancora di più la posizione di Alba agli occhi del boss che le aveva chiesto di ottenere per sé il meglio che poteva.
Questa è la seconda soluzione proposta da Andrea. Strategia strana, che io non avrei mai immaginato. Alba premia il lavoro delle colleghe più volenterose e sicuramente porta a casa il consenso. Lo fa però a spese di 5 voti comprati a peso d’oro che non lasciano nulla a lei. Non è una scelta da leader.
Questa è la soluzione di Rocco e che mai si sarei aspettato da Rocco. Inoltre è una soluzione illogica. La proposta è totalmente fallimentare. Non verrebbe accettata perché nessuna ragazza ottiene nulla, Alba si troverebbe costretta a pulire la palestra (ed è l’ultima persona che deve farlo perché lei dovrebbe organizzare e delegare) e Alba stessa non otterrebbe nessun buono. Il tentativo di spartizione dei buoni passerebbe a Bambina che, scegliendo con cognizione di causa, potrebbe anche soffiare il posto da manager ad Alba.
Come dobbiamo comportarci, quindi? Come dicevo sopra: STEP I, dobbiamo analizzare e calcolare il reale numero di buoni che ciascuna ragazza può razionalmente aspettarsi, STEP II, dobbiamo prendere una decisione tale da scontentare razionalmente l’ambiente il meno possibile, o, detto in altri termini, incentivare l’ambiente lavorativo.
STEP I – CALCOLO DEL NUMERO DI BUONI CHE OGNI RAGAZZA PUO’ RAZIONALMENTE SPERARE DI OTTENERE
La modellizzazione matematica e l’algoritmo risolutivo proposto da Max forniscono l’impianto logico che ci permettere di capire esattamente cosa ogni ragazza può “pretendere” dalla spartizione dei buoni e cosa invece deve essere percepito come un plus. Vedremo che ciascuna ragazza è ben lontana dal poter rivendicare ben 10 buoni per sé.
Sappiamo che, se una proposta di spartizione non viene accettata, la ragazza che ha subìto il rifiuto riceve l’onere di pulire la palestra e tocca alla ragazza che la segue nella classifica di merito proporre una nuova spartizione.
NONA MOSSA - Se tutte le prime 8 proposte venissero bocciate, Ilenia dovrebbe pulire la palestra e rimarrebbero in corsa per la suddivisione dei buoni solo Marta e Lina.
Come dice Max, Lina non avrebbe scampo. Se Lina proponesse a Marta meno di 100 buoni, Marta potrebbe rifiutare la proposta, condannare Lina a pulire la palestra e tenersi lei tutti i 100 buoni. Se Lina proponesse a Marta tutti i 100 buoni, Marta potrebbe accettare (e la palestra se la pulirebbe ancora Ilenia) oppure rifiutare perché per lei sarebbe assolutamente equivalente. Se Marta rifiutasse i 100 buoni proposti di Lina, sarebbe Lina a doversi pulire la palestra e i 100 buoni andrebbero comunque a Marta.
In sostanza, se arrivassimo alla nona mossa, Lina non otterrebbe nessun buono in nessun caso e non avrebbe nemmeno la possibilità di “comprarsi” con sicurezza il fatto di non pulire la palestra. Arrivati alla nona mossa Lina dovrebbe solo augurarsi di essere un po’ più simpatica a Marta di quanto non lo sia Ilenia, perché, di fatto, giunti alla nona mossa, Marta si terrebbe tutti i buoni e deciderebbe chi fra Lina e Ilenia dovrebbe pulirsi la palestra.
Lina quindi farà di tutto per non arrivare mai alla nona mossa. Non ha nessuna pretesa, le va già di lusso se non pulisce la palestra e, essendo questo l’unico obiettivo che può raggiungere, durante l’ottava mossa voterà sempre e comunque a favore.
OTTAVA MOSSA – Ripetiamo, siccome Lina farà di tutto per non arrivare mai alla nona mossa, allora qualunque cosa proponga Ilenia nell’ottava mossa, Lina dirà sempre sì. Marta, invece, vuole a tutti i costi arrivare alla nona mossa e, qualunque cosa proponga Ilenia, voterà sempre no. Ilenia avrà sempre e comunque il voto di Lina e sempre e comunque il rifiuto di Marta. Quindi Ilenia può tranquillamente proporre di tenersi lei tutti i 100 buoni. Marta vota comunque contro e Lina vota comunque a favore. Ilenia otterrà 100 buoni e la palestra se la pulirà Gianna perché, se si è arrivati all’ottava mossa, significa che nella settima mossa la proposta di Gianna è stata rifiutata.
SETTIMA MOSSA – Gianna propone, 3 ragazze votano. A Gianna servono 2 voti. Ilenia voterà sempre contro perché vuole andare all’ottava mossa. Gianna può comprare il voto di Marta e il voto di Lina con un solo buono a testa poiché entrambe, se si arrivasse all’ottava mossa, non otterrebbero nulla. Se, quindi, si arriva alla settima mossa, Gianna può tenere per sé ben 98 buoni. 1 buono va a Marta, 1 buono va a Lina, zero buoni vengono offerti a Ilenia.
SESTA MOSSA – Franca propone, 4 ragazze votano, servono 2 voti. Franca compra con 1 buono il voto di Ilenia e con 2 buoni il voto di Lina. Franca può tenersi 97 buoni.
QUINTA MOSSA – Elena propone, 5 ragazze votano, servono 3 voti. Elena compra con 1 buono il voto di Marta, con 2 il voto di Ilenia e con 1 il voto di Gianna. Elena può tenersi 96 buoni.
QUARTA MOSSA – Domitilla propone, 6 ragazze votano, servono 3 voti. Domitilla compra con 1 buono il voto di Franca, con 2 il voto di Gianna e con 1 il voto di Lina. Domitilla può tenersi 96 buoni.
TERZA MOSSA – Cristina propone, 7 ragazze votano, servono 4 voti. Cristina compra il voto di Marta con 1 buono, il voto di Ilenia con 1 buono, il voto di Franca con 2 buoni e il voto di Elena con 1 buono. A Cristina rimangono 95 buoni.
SECONDA MOSSA – Bambina propone, 8 ragazze votano, servono 4 voti. Bambina compra il voto di Domitilla con 1 buono, il voto di Elena con 2, il voto di Gianna con 1 e il voto di Lina con 1. A Bambina rimangono 95 buoni.
PRIMA MOSSA – Alba propone, 9 ragazze votano, servono 5 voti. Alba si compra 5 voti spendendo solo 6 buoni e può tenersene ben 94, come si vede nella tabellona sopra.
La soluzione che può proporre Alba con maggiore efficacia dal punto di vista prettamente logico e monetario è dunque questa:
STEP II – DECISIONE SUL NUMERO DI BUONI DA CONSEGNARE AD OGNI RAGAZZA
Siccome, come da ipotesi del problema, tutte le ragazze sanno comportarsi in maniera perfettamente razionale e in tale maniera si comportano, nessuna di loro può aspettarsi che le venga attribuito un numero di buoni maggiore di quello espresso nell’ultima tabella.
Alba, ragionando come nello STEP I, può spiegare alle colleghe che, per come Primo ha organizzato le cose, lei, in verità, non si trova davanti ad una scelta, ma solo ad una distribuzione di buoni che, in realtà, è già avvenuta.
Sarebbe stato tutto diverso se non ci fosse stata una classifica di merito ed una sequenza già predeterminata di ragazze per i possibili tentativi di distribuzione dei buoni nel caso di fallimento del primo tentativo.
Siccome, però, il datore di lavoro ha espresso quella classifica di merito è ha dettato inviolabili regole per la distribuzione dei buoni e per l’assegnazione dell’onere di pulire la palestra, Alba ha il dovere di trattenere per sé 94 buoni o, in alternativa, ha almeno il dovere di comprendere che avrebbe razionalmente la possibilità di trattenere 94 buoni.
Una volta che Alba ha compreso tutto ciò ed è arrivata alla soluzione 94-0-1-2-0-1-0-1-0-1, può allora spiegare a beneficio delle colleghe come stanno realmente le cose.
A questo punto Alba può anche decidere per una reale distribuzione finale dei buoni che possa addolcire l’umore delle colleghe, per esempio assegnando a ciascuna di esse 1 o 2 buoni in più di quelli che spetterebbero loro matematicamente.
Io, personalmente, tenendo conto ancora dei meriti lavorativi delle colleghe, opterei per soluzioni tipo queste:
82-4-2-2-2-2-2-2-1-1 / 78-3-3-3-3-2-2-2-2-2 / 82-3-3-3-2-2-2-1-1-1 /76-4-4-4-3-3-2-2-1-1.
Agendo in questo modo, STEP I + STEP II, Alba non perderebbe credibilità nei confronti del boss, né dal punto di vista delle capacità di leadership, né dal punto di vista del saper far di conto.
Inoltre Alba avrebbe la possibilità di mostrarsi generosa nei confronti delle colleghe e, importante, potrebbe mostrarsi generosa facendo sì che ogni singolo buono regalato abbia un suo peso e risulti davvero prezioso.
Dovendo io scegliere ora, probabilmente sceglierei la soluzione 76-4-4-4-3-3-2-2-1-1. Ma solo perché, purtroppo, io ho un cuore grande così.
Ci sono 100 buoni da spartire e il potere decisionale è nelle mani di Alba. Può tenerseli tutti o distribuirli come più le piace. I fattori che devono guidare la sua scelta sono:
FATTORE A - le parole dirette del boss, “Devi ottenere il meglio che puoi per te, ma ricordati che anche ciascuna di loro vuole il massimo numero di buoni che può oggettivamente sperare di ottenere“
FATTORE B - le condizioni lavorative e contingenti in cui la vicenda è contestualizzata.
Proviamo a splittare le condizioni del FATTORE B:
B1 – nessuna ragazza vuole pulire la palestra
B2 – Alba deve dimostrare a Primo le sue capacità manageriali e quindi operare affinché la sua proposta sia accettata e non abbia un impatto negativo sull’ambiente lavorativo che lei dovrà gestire.
Alba, quindi, deve necessariamente farsi approvare la proposta (di modo da soddisfare la condizione B1), deve tenere per sé quanti più buoni le è possibile (per soddisfare la condizione A) e deve agire al fine di non scontentare l’ambiente (condizione B2).
Se io fossi Alba rimarrei concentrato solo su ciò:
STEP I) cercherei di comprendere qual è il reale numero di buoni che ciascuna ragazza può razionalmente aspettarsi
STEP II) prenderei una decisione tale da scontentare l’ambiente il meno possibile.
Vorrei far emergere che, se vogliamo fare una scelta di successo, non possiamo procedere invertendo i due step.
Non possiamo, cioè, prima ipotizzare soluzioni che accontenterebbero l’ambiente e poi, tra queste, optare per la più vantaggiosa.
Provo a spiegarmi.
Esaminiamo alcune soluzioni che sono state proposte e che, senza aver fatto nessun conto, potrebbero apparire come favorevoli dal punto di vista ambientale.
A | B | C | D | E | F | G | H | I | L |
10 | 10 | 10 | 10 | 10 | 10 | 10 | 10 | 10 | 10 |
In più, siccome ogni ragazza ha una percezione del proprio operato tale per cui mentalmente si auto-colloca nella classifica due o tre posti più in alto di quella reale, ben sei o sette ragazze vedrebbero colleghe fannullone raccogliere un numero di buoni ingiusto. Non percepirebbero i buoni come un premio, ma come una insignificante suddivisione di un bene e sarebbero disincentivate a dare il meglio di sé nel lavoro.
Aggiungiamo un’altra conseguenza: le colleghe (e il boss) non vedrebbero certo in Alba una leader capace di prendere decisioni e quindi di organizzare turni, ferie, premi e via dicendo.
In ditta si sentirebbero tutte libere di commentare, lamentarsi, in definitiva perdere tempo anziché impegnarsi. “Grazie per l’ambiente di lavoro poi…” per citare Patrice.
A | B | C | D | E | F | G | H | I | L |
1 | 11 | 11 | 11 | 11 | 11 | 11 | 11 | 11 | 11 |
A | B | C | D | E | F | G | H | I | L |
0 | 20 | 20 | 20 | 20 | 20 | 0 | 0 | 0 | 0 |
A | B | C | D | E | F | G | H | I | L |
100 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 |
Come dobbiamo comportarci, quindi? Come dicevo sopra: STEP I, dobbiamo analizzare e calcolare il reale numero di buoni che ciascuna ragazza può razionalmente aspettarsi, STEP II, dobbiamo prendere una decisione tale da scontentare razionalmente l’ambiente il meno possibile, o, detto in altri termini, incentivare l’ambiente lavorativo.
STEP I – CALCOLO DEL NUMERO DI BUONI CHE OGNI RAGAZZA PUO’ RAZIONALMENTE SPERARE DI OTTENERE
La modellizzazione matematica e l’algoritmo risolutivo proposto da Max forniscono l’impianto logico che ci permettere di capire esattamente cosa ogni ragazza può “pretendere” dalla spartizione dei buoni e cosa invece deve essere percepito come un plus. Vedremo che ciascuna ragazza è ben lontana dal poter rivendicare ben 10 buoni per sé.
Sappiamo che, se una proposta di spartizione non viene accettata, la ragazza che ha subìto il rifiuto riceve l’onere di pulire la palestra e tocca alla ragazza che la segue nella classifica di merito proporre una nuova spartizione.
NONA MOSSA - Se tutte le prime 8 proposte venissero bocciate, Ilenia dovrebbe pulire la palestra e rimarrebbero in corsa per la suddivisione dei buoni solo Marta e Lina.
Come dice Max, Lina non avrebbe scampo. Se Lina proponesse a Marta meno di 100 buoni, Marta potrebbe rifiutare la proposta, condannare Lina a pulire la palestra e tenersi lei tutti i 100 buoni. Se Lina proponesse a Marta tutti i 100 buoni, Marta potrebbe accettare (e la palestra se la pulirebbe ancora Ilenia) oppure rifiutare perché per lei sarebbe assolutamente equivalente. Se Marta rifiutasse i 100 buoni proposti di Lina, sarebbe Lina a doversi pulire la palestra e i 100 buoni andrebbero comunque a Marta.
In sostanza, se arrivassimo alla nona mossa, Lina non otterrebbe nessun buono in nessun caso e non avrebbe nemmeno la possibilità di “comprarsi” con sicurezza il fatto di non pulire la palestra. Arrivati alla nona mossa Lina dovrebbe solo augurarsi di essere un po’ più simpatica a Marta di quanto non lo sia Ilenia, perché, di fatto, giunti alla nona mossa, Marta si terrebbe tutti i buoni e deciderebbe chi fra Lina e Ilenia dovrebbe pulirsi la palestra.
Lina quindi farà di tutto per non arrivare mai alla nona mossa. Non ha nessuna pretesa, le va già di lusso se non pulisce la palestra e, essendo questo l’unico obiettivo che può raggiungere, durante l’ottava mossa voterà sempre e comunque a favore.
OTTAVA MOSSA – Ripetiamo, siccome Lina farà di tutto per non arrivare mai alla nona mossa, allora qualunque cosa proponga Ilenia nell’ottava mossa, Lina dirà sempre sì. Marta, invece, vuole a tutti i costi arrivare alla nona mossa e, qualunque cosa proponga Ilenia, voterà sempre no. Ilenia avrà sempre e comunque il voto di Lina e sempre e comunque il rifiuto di Marta. Quindi Ilenia può tranquillamente proporre di tenersi lei tutti i 100 buoni. Marta vota comunque contro e Lina vota comunque a favore. Ilenia otterrà 100 buoni e la palestra se la pulirà Gianna perché, se si è arrivati all’ottava mossa, significa che nella settima mossa la proposta di Gianna è stata rifiutata.
VIII | VII | VI | V | IV | III | II | I | |
M | NO 0 | SI’ 1 | NO 0 | SI’ 1 | NO 0 | SI’ 1 | NO 0 | SI’ 1 |
L | SI’ 0 | SI’ 1 | SI’ 2 | NO 0 | SI’ 1 | NO 0 | SI’ 1 | NO 0 |
I | 100 | NO 0 | SI’ 1 | SI’ 2 | NO 0 | SI’ 1 | NO 0 | SI’ 1 |
G | 98 | NO 0 | SI’ 1 | SI’ 2 | NO 0 | SI’ 1 | NO 0 | |
F | 97 | NO 0 | SI’ 1 | SI’ 2 | NO 0 | SI’ 1 | ||
E | 96 | NO 0 | SI’ 1 | SI’ 2 | NO 0 | |||
D | 96 | NO 0 | SI’ 1 | SI’ 2 | ||||
C | 95 | NO 0 | SI’ 1 | |||||
B | 95 | NO 0 | ||||||
A | 94 |
SESTA MOSSA – Franca propone, 4 ragazze votano, servono 2 voti. Franca compra con 1 buono il voto di Ilenia e con 2 buoni il voto di Lina. Franca può tenersi 97 buoni.
QUINTA MOSSA – Elena propone, 5 ragazze votano, servono 3 voti. Elena compra con 1 buono il voto di Marta, con 2 il voto di Ilenia e con 1 il voto di Gianna. Elena può tenersi 96 buoni.
QUARTA MOSSA – Domitilla propone, 6 ragazze votano, servono 3 voti. Domitilla compra con 1 buono il voto di Franca, con 2 il voto di Gianna e con 1 il voto di Lina. Domitilla può tenersi 96 buoni.
TERZA MOSSA – Cristina propone, 7 ragazze votano, servono 4 voti. Cristina compra il voto di Marta con 1 buono, il voto di Ilenia con 1 buono, il voto di Franca con 2 buoni e il voto di Elena con 1 buono. A Cristina rimangono 95 buoni.
SECONDA MOSSA – Bambina propone, 8 ragazze votano, servono 4 voti. Bambina compra il voto di Domitilla con 1 buono, il voto di Elena con 2, il voto di Gianna con 1 e il voto di Lina con 1. A Bambina rimangono 95 buoni.
PRIMA MOSSA – Alba propone, 9 ragazze votano, servono 5 voti. Alba si compra 5 voti spendendo solo 6 buoni e può tenersene ben 94, come si vede nella tabellona sopra.
La soluzione che può proporre Alba con maggiore efficacia dal punto di vista prettamente logico e monetario è dunque questa:
A | B | C | D | E | F | G | H | I | L |
94 | NO 0 | SI’ 1 | SI’ 2 | NO 0 | SI’ 1 | NO 0 | SI’ 1 | NO 0 | SI’ 1 |
Siccome, come da ipotesi del problema, tutte le ragazze sanno comportarsi in maniera perfettamente razionale e in tale maniera si comportano, nessuna di loro può aspettarsi che le venga attribuito un numero di buoni maggiore di quello espresso nell’ultima tabella.
Alba, ragionando come nello STEP I, può spiegare alle colleghe che, per come Primo ha organizzato le cose, lei, in verità, non si trova davanti ad una scelta, ma solo ad una distribuzione di buoni che, in realtà, è già avvenuta.
Sarebbe stato tutto diverso se non ci fosse stata una classifica di merito ed una sequenza già predeterminata di ragazze per i possibili tentativi di distribuzione dei buoni nel caso di fallimento del primo tentativo.
Siccome, però, il datore di lavoro ha espresso quella classifica di merito è ha dettato inviolabili regole per la distribuzione dei buoni e per l’assegnazione dell’onere di pulire la palestra, Alba ha il dovere di trattenere per sé 94 buoni o, in alternativa, ha almeno il dovere di comprendere che avrebbe razionalmente la possibilità di trattenere 94 buoni.
Una volta che Alba ha compreso tutto ciò ed è arrivata alla soluzione 94-0-1-2-0-1-0-1-0-1, può allora spiegare a beneficio delle colleghe come stanno realmente le cose.
A questo punto Alba può anche decidere per una reale distribuzione finale dei buoni che possa addolcire l’umore delle colleghe, per esempio assegnando a ciascuna di esse 1 o 2 buoni in più di quelli che spetterebbero loro matematicamente.
Io, personalmente, tenendo conto ancora dei meriti lavorativi delle colleghe, opterei per soluzioni tipo queste:
82-4-2-2-2-2-2-2-1-1 / 78-3-3-3-3-2-2-2-2-2 / 82-3-3-3-2-2-2-1-1-1 /76-4-4-4-3-3-2-2-1-1.
Agendo in questo modo, STEP I + STEP II, Alba non perderebbe credibilità nei confronti del boss, né dal punto di vista delle capacità di leadership, né dal punto di vista del saper far di conto.
Inoltre Alba avrebbe la possibilità di mostrarsi generosa nei confronti delle colleghe e, importante, potrebbe mostrarsi generosa facendo sì che ogni singolo buono regalato abbia un suo peso e risulti davvero prezioso.
Dovendo io scegliere ora, probabilmente sceglierei la soluzione 76-4-4-4-3-3-2-2-1-1. Ma solo perché, purtroppo, io ho un cuore grande così.
28/10/12
Volley e Solidarietà
Lo scorso luglio gli All Stars (sotto lo pseudonimo That’s
the beach, baby) hanno partecipato al torneo Beach Volley for Congo tenutosi a
Sala al Barro.
Il torneo aveva un fine benefico e cioè di raccogliere fondi
per una missione in Congo. Dopo qualche mese, ecco la lettera di ringraziamento
del padre responsabile della missione, che alcuni di noi hanno visto e
conosciuto proprio a Sala al Barro.
* * * * * * * * * * *
*
CARI AMICI BEACH VOLLEY FOR CONGO
Un caro saluto dal Congo!
Anche quest’anno arrivo da voi per dirvi GRAZIE DI TUTTO
CUORE per tutto l’aiuto che i miei amici organizzatori hanno ricevuto da tutti
voi.
Abituato a vivere grazie alla Provvidenza, sono convinto che
il Signore sia passato nel vostro cuore per aiutarci in questa manifestazione
sportiva in favore degli scolari della Parrocchia Bisengo Mwambe (le 8
Beatitudini) di Kinshasa.
Vi assicuro la mia preghiera e la preghiera dei nostri
ragazzi e ragazze...
Ci sentiremo ancora il prossimo anno... vi disturberemo
ancora, ma mia mamma mi diceva: mai diventare rosso in faccia per chiedere un
aiuto per i poveri... non chiedo per me!
GRAZIE PER TUTTO! Pregate ogni tanto anche per noi, la
situazione del nostro paese il Congo non è tranquilla: guerra, ebola, miseria... abbiamo bisogno anche di Voi!
Cordialmente,
padre Rinaldo Do, missionario della Consolata.
padre Rinaldo Do, missionario della Consolata.
* * * * * * * * * * *
*
Ed ecco a che cosa concretamente sono serviti i fondi
raccolti:
Un weekend di sport può dare tanto... e non solo a chi
gioca!
18/10/12
Brain Training #10: le ragazze di SplendidoLavoro.
Primo Lavorante è il titolare della ditta SplendidoLavoro, fondata alla fine degli anni novanta. SplendidoLavoro è un’impresa di pulizie che nel corso degli anni si è ampliata fino a raggiungere il numero di 11 dipendenti. Primo Lavorante è circondato da sole donne: dieci ragazze eseguono i lavori di pulizia e Vera Fedeltà, una brillante ragazza di 25 anni, coordina i lavori, i turni, le ferie e segue anche l’amministrazione. Vera, in cinque anni di lavoro da Primo Lavorante, si è sempre comportata in modo esemplare e qualche volta ha agito come se l’azienda fosse sua. Ha lavorato spesso in agosto, quasi sempre ha “saltato” i ponti per andare in pari con il lavoro di amministrazione e, sia tre anni fa, sia quattro anni fa, era in ufficio anche il pomeriggio del 1° di gennaio. L’anno scorso, in un periodo di notevole carico di lavoro, Vera si è armata di guanti, di ammoniaca e di scopettone e ha sostituito Marta Anarchia, una ragazza assunta da poco che in un paio di occasioni aveva marcato visita per improvvisi motivi di salute. Le difficoltà che ha dovuto superare Vera non sono state sempre agevoli. Le è capitato di dover calmare qualche cliente (uomo…) particolarmente arrabbiato per i lavori svolti male da Marta Anarchia e da Lina Protesta, anche lei assunta da poco e solo per fare un favore ad un mezzo parente di Primo. Le è anche capitato di dover severamente riprendere, proprio negli uffici dei clienti, Ilenia Pacchia, che, malgrado le parole, le promesse e l’amicizia dimostrata a Vera all’inizio del rapporto di lavoro, si era poi rivelata solo come una gran scansafatiche. Primo e Vera hanno dato tanto all’azienda: Primo è rimasto lui, a volte, senza “stipendio” e Vera, in quelle situazioni difficili, ha dovuto rimanere, almeno lei, calma ed in silenzio, quando Primo era davvero nervoso e preoccupato. Oggi Primo ha messo da parte una buona somma di denaro e Vera, a soli 25 anni, ha già esperienze da manager e uno stipendio che le permette di vivere bene e di non dare preoccupazioni ai suoi genitori. Primo è un uomo saggio e con un forte spirito imprenditoriale. Con una parte del denaro guadagnato decide di aprire, non molto lontano dalla sede originaria di SplendidoLavoro, un’altra sede della ditta, per poter organizzare il lavoro di nuove dipendenti presso potenziali nuovi clienti più distanti. Può contare su Vera, che ormai conosce quasi tutto del lavoro e che già dunque si reca nel nuovo ufficio per prendere possesso del posto di comando. Qui Vera può fare al 100% il lavoro del boss. Nelle sede storica, invece, ora Primo deve scegliere la ragazza erede di Vera. Deve scegliere chi promuovere fra le altre sue 10 ragazze e non è facile. Primo Lavorante sa che, fra le 10 ragazze che lavorano da lui, forse solo Alba Sincera potrebbe seguire le orme di Vera. Alba è determinata, sa parlare, apre bocca solo quando serve, ha tanta buona volontà e non ha paura di fare fatica. Primo ha solo qualche dubbio su di lei, non sa se Alba può andar bene per i lavori di amministrazione. Malgrado la capacità di concentrarsi in quello che fa, Alba a volte sbaglia con i conti, dimentica qualche riporto, qualche resto e, sua vera pecca, erra alla grande pure in qualche semplice sottrazione. E’ un vero peccato perché invece, paradossalmente, tutte le altre ragazze, soprattutto quando si tratta del loro borsellino, sanno far di conto come vere professoresse, sono perfettamente razionali e sanno sempre qual è per loro la scelta economicamente più conveniente. Primo vuole convincersi che Alba, se le venisse richiesto, saprebbe trovare dimestichezza almeno con i conti più elementari e fare, pure lei, scelte razionali ed economicamente convenienti, senza commettere errori.
Primo convoca così una riunione nella sede principale di SplendidoLavoro e parla a tutte le 10 ragazze. Ha già scelto, in verità: potrà essere solo Alba a sostituire Vera, ma gli interessa vederla in azione, alle prese con i conti, in situazione di stress, mentre si confronta con le altre 9 meschine… ragioniere.
“Cara Signore, care ragazze, vi ho convocate tutte perché devo distribuire fra di voi un piccolo premio e, purtroppo, anche una piccola fatica extra che verrà svolta necessariamente di sabato mattina. La fatica è questa: si tratta di pulire come si deve la palestra di Sulbiate, la palestra degli All Stars Volley, imbrattata dal sudore di quei ragazzi ed in particolare dall’umido di quel pozzo di sudore del loro numero 10. So che nessuna di voi ha la minima voglia di compiere questa mansione, ma qualcuno dovrà farlo e chi sarà a farlo lo decideremo stasera. Il premio che sarà suddiviso è invece questo: 100 buoni da spendere come buoni pasto o come buoni spesa, del valore non indifferente di 20 euro l’uno. Alba Sincera, che è stata la dipendente che ha agito con maggiore profitto durante l’ultimo anno di lavoro, deciderà come dividere fra tutte voi, lei compresa, i 100 buoni. Potrà darne quanti ne desidera a chi vuole lei e potrà tenerne per sé quanti ne vuole lei. Le altre nove ragazze decideranno, con un voto, ciascuna per conto proprio, se approvare o meno la proposta di Alba. Se i voti positivi saranno in maggioranza allora verrà accettata la scelta di Alba e vi andrà bene perché affiderò la pulizia della palestra non a voi ma alle ragazze della nuova sede. Se la maggior parte di voi sarà contraria alla suddivisione di Alba, cioè se i voti negativi saranno almeno 5 su 9, allora Alba la pulirà lei la palestra e verrà esclusa dalla ripartizione dei buoni. In questo caso la parola allora passerà alla seconda classificata per produttività nell’ultimo anno di lavoro, cioè Bambina Capace. Alba sarà esclusa dal premio e si pulirà la palestra. Bambina deciderà come spartire i 100 buoni. Le altre 8 ragazze rimaste voteranno la proposta di Bambina. Se la maggioranza sarà d’accordo o se i voti saranno pari, allora i buoni saranno suddivisi secondo la proposta di Bambina. Se la maggioranza sarà invece in disaccordo, cioè se ci saranno almeno 5 voti contrari, allora la pulizia della palestra passerà a Bambina e anche Bambina, come Alba, non riceverà alcun buono. In questo caso il turno di fare una proposta passerà allora a Cristina Volontà, la terza classificata. Il meccanismo sarà lo stesso. Se anche la proposta di Cristina verrà rifiutata dalle altre 7 ragazze allora la palestra la pulirà lei e anche lei verrà esclusa dalla distribuzione dei buoni. In buona sostanza, ripeto: chi propone non vota; le proposte vengono accettate in caso di maggioranza di voti positivi delle altre ragazze o in caso di parità; le proposte vengono bocciate in caso di maggioranza di voti negativi. La ragazza autrice dell’ultima proposta bocciata in ordine di tempo si pulirà la palestra. Tutte le ragazze la cui proposta è stata bocciata vengono escluse dalla ripartizione dei buoni e, ovviamente, dalle votazioni. Il meccanismo rimarrà sempre lo stesso, anche se dovessero rimanere in gioco solo le ultime due ragazze. Questa è la classifica completa di produttività dell’anno di lavoro, nonché, quindi, l’ordine con cui voi ragazze tenterete di distribuire i buoni: prima Alba Sincera, seconda Bambina Capace, terza Cristina Volontà, quarta Domitilla Serietà, quinta Elena Tranquilla, sesta Franca Tiepida, settima Gianna Molle, ottava Ilenia Pacchia, nona Lina Protesta e decima e ultima Marta Anarchia. Avanti, Alba! Pensaci un po’ su e fai la tua proposta alle tue colleghe. Devi ottenere il meglio che puoi per te, ma ricordati che anche ciascuna di loro vuole il massimo numero di buoni che può oggettivamente sperare di ottenere e, soprattutto, ciascuna di loro non vuole in alcun modo lavare via il sudore degli All Stars Volley dalla palestra di Sulbiate”.
Alba vuole dimostrare a Primo Lavorante di saper fare la scelta migliore per sé tra tutte le alternative che potrebbero essere accettate e sa che le sue colleghe sicuramente agiranno, sceglieranno e voteranno in modo perfettamente razionale.
Qual è la migliore ripartizione possibile di buoni che può proporre Alba, cioè la più vantaggiosa per lei, nella speranza che non venga bocciata dalla maggioranza? A chi, delle altre 9 ragazze, quindi, Alba distribuisce dei buoni e in quale quantità?
30/09/12
I falli tecnici nella pallavolo amatoriale
La scorsa stagione abbiamo partecipato ad un buon numero di
tornei, confrontandoci con regolamenti diversi e soprattutto con arbitraggi
differenti, da quelli improvvisati e a dir poco approssimativi a quelli ufficiali di direttori di gara FIPAV.
Nella pallavolo amatoriale è consuetudine mantenere un metro
di arbitraggio nettamente meno rigoroso e formale rispetto a quello seguito nei
campionati ufficiali, ma sono comunque sanzionati in ogni caso i falli di
invasione, alcune volte i falli di palla trattenuta e solo nei casi più
clamorosi i falli di doppio tocco.
Su queste tre tipologie di falli tecnici vorrei fare alcune
considerazioni.
Il fallo di invasione
Lo abbiamo ormai capito bene, non si può in nessun caso
toccare il nastro superiore della rete o la parte superiore dell’astina e non è
consentito invadere completamente il campo avversario con il piede: questi
errori tecnici, se visti dall'arbitro, sono sempre e comunque giustamente
sanzionati.
Resta invece a mio avviso non chiara la regola
dell’invasione aerea. Il regolamento dice che «nel muro, il giocatore può
passare le mani e braccia oltre la rete, a condizione che questa azione non
interferisca con il gioco degli avversari. Quindi non è permesso toccare la
palla oltre la rete fino a che l'avversario non ha effettuato il colpo
d'attacco».
Facciamo alcuni
esempi per chiarirci le idee:
- La Squadra A riceve e dopo il primo tocco la palla sta andando alta verso il nastro; un giocatore della Squadra A sta cercando di attaccare il pallone, mentre un giocatore della Squadra B sta cercando di murare: per il giocatore B è sempre fallo toccare il pallone nel campo avversario prima del secondo tocco (interferenza), ma è possibile murare dopo l’attacco del giocatore A (anche se è un secondo tocco).
- La Squadra A riceve e dopo il primo tocco la palla sta andando alta verso il nastro; l’alzatore della Squadra A sta cercando di colpire il pallone, mentre un giocatore della Squadra B sta cercando di ostacolarlo: per il giocatore B è sempre fallo toccare il pallone nel campo avversario sia prima che dopo il tocco dell’alzatore (interferenza).
- Il secondo tocco della Squadra A è un’alzata mal indirizzata che sta andando verso il campo della Squadra B: per un giocatore B è sempre fallo toccare il pallone nel campo avversario prima del terzo tocco (interferenza). Notate che se un giocatore A effettua il terzo tocco una volta che il pallone è già passato nel campo avversario, commette a sua volta fallo di invasione.
In tutte e tre le situazioni precedentemente esposte il comportamento migliore è… non invadere! Mani alte sopra la rete, ma rigorosamente nel nostro campo in maniera tale da ostacolare l’azione avversaria senza rischiare di commettere inutile falli.
Il fallo di palla trattenuta o accompagnata
Questo fallo dipende molto dalla
scrupolosità e dal metro di misura dell’arbitro. Abbiamo però visto che,
soprattutto con arbitraggi più accurati, questo tipo di infrazione viene
sanzionata anche a livello amatoriale. Il regolamento definisce semplicemente
che «la palla deve essere colpita, non fermata o lanciata». Inoltre, «al primo tocco di squadra (ricezione o
difesa), non esiste il fallo di trattenuta e può essere sanzionato il solo
fallo di palla bloccata o di palla lanciata (tocco tipo pallamano)».
Ciò significa che il tocco deve essere netto e la palla non deve essere
né trattenuta fra le mani, né accompagnata con le mani.
Durante le azioni di ricezione o
difesa (limitatamente al solo primo tocco) il fallo viene sanzionato solo se la
palla viene realmente bloccata e poi lanciata.
In pratica:
- A parte il primo tocco, è sempre fallo colpire la palla da sotto con il palmo della mano aperta o con le dita, con una o due mani.
- A parte il primo tocco, è sempre fallo palleggiare trattenendo in maniera evidente la palla fra le mani.
- Durante le azioni di attacco in pallonetto e palla spinta, è sempre fallo se il giocatore tiene la mano a lungo sulla palla al fine di modificarne la direzione o accompagna la palla con la mano per indirizzarla in un preciso punto del campo.
- Cercando di difendere un attacco di un avversario, è consentito colpire la palla a mano aperta dal basso verso l’alto. E’ però fallo fermare la palla e poi rilanciala.
- Cercando di ricevere una battuta avversaria, è consentito palleggiare trattenendo leggermente la palla fra le mani. E’ però fallo bloccare la palla e poi rilanciala.
Quindi nettezza e precisione di tocco sono fondamentali per evitare di incorrere in questo tipo di fallo. E per migliorare e progredire nel gioco…
Il fallo di doppio tocco
Questo fallo, in teoria semplice e intuitivo, è in realtà
uno dei più difficili da valutare e sanzionare. Per il regolamento «un giocatore non può toccare la palla due
volte consecutivamente». Però, «contatti consecutivi possono essere eseguiti
durante un’azione di muro; inoltre, al primo tocco di squadra (ricezione o
difesa), la palla può toccare consecutivamente più parti del corpo di un
giocatore».
Ecco alcuni esempi di situazioni particolari a volte difficili da
valutare:
- Durante una ricezione, la palla ricevuta in bagher carambola sulla testa dello stesso giocatore che ha ricevuto; non è fallo e l’azione conta come un tocco singolo. Se invece, dopo una ricezione la palla si alza in aria e viene colpita nuovamente dallo stesso giocatore, è evidentemente fallo di doppio tocco.
- Durante un muro, la palla carambola più volte fra le mani di uno stesso o di diversi giocatori: non è fallo e l’azione conta come un muro singolo. Inoltre non contando il muro come tocco di squadra, lo stesso giocatore che ha effettuato il muro può poi toccare nuovamente la palla senza commettere fallo.
- Eseguendo un palleggio, le mani del giocatore non colpiscono simultaneamente il pallone, che esce con una strana traiettoria e ruotando in maniera evidente. Questo è un fallo di doppio tocco.
La doppia sul palleggio è una delle situazioni più difficili da valutare: dato che è praticamente impossibile che entrambe le mani tocchino in sincrono la palla, tutto è lasciato alla discrezionalità dell'arbitro. A livello amatoriale i falli di doppio tocco su palleggio non vengono quasi mai sanzionati a meno di situazioni veramente clamorose: mani completamente fuori posizione una rispetto all'altra, suono ben distinto di due tocchi, palla che ruota vorticosamente sul proprio asse… E anche in questo caso la maggior parte degli arbitri amatoriali ignora il fallo.
Ma, a mio parere, la pulizia del palleggio (posizionamento delle mani, qualità del tocco, stabilità della traiettoria, orientamento del corpo... ) è fondamentale per fare veramente un salto di qualità.
Never give up AllS, never give up...
15/09/12
2012/13 - La nuova stagione
Lunedì, finalmente, iniziamo. Mi sono divertito settimana scorsa in palestra,
nei 4 vs 3, e anche la volta prima, nei 6 vs 3, ma non vedevo l’ora che
si ricominciasse tutti insieme, con il coach in testa. E’ giusto così: siamo una
squadra e ogni squadra lavora con il proprio allenatore. Comincia, dunque, il
quarto anno degli All Stars, il terzo ufficiale, con “sede” a Sulbiate.
Dopodomani, alle 21.30, saremo tutti lì, allineati e coperti, per ascoltare le
parole introduttive di Pat e poi… si inizierà a sudare!
Scrivo poco per non interferire con il lavoro di Patrice anche se è ovvio che
mi aspetto molto da tutto ciò che avverrà nei nostri lunedì e mercoledì sera. Io
farò come l’anno scorso, lavorerò con l’obiettivo di arrivare a Pagnano 2013 nel
miglior modo possibile, per poi “mollare”, più o meno gradatamente, a seconda
del calendario dei tornei della futura stagione estiva. Sono nove mesi di volley
e voglio che siamo ricchi di miglioramenti.
Obiettivi degli All Stars, li ha già fissati il coach, sono sicuro. Di questo
non parlo a parte del fatto che mi aspetto un notevole miglioramento dello
spirito di squadra: più presenze, più costanza e, nel magico rettangolo di
gioco, bocche aperte solo per gridare “Mia!”, o “Uno!”, se la voce è quella di
un alzatore.
Obiettivi miei… Questa estate ho dovuto arrendermi all’evidenza, 10 Davide
non è più quello precedente l’infortunio del legamento nell’ottobre 2010. E
pensare che, vien da ridere a dirlo, il ginocchio di quell’infortunio è stato,
da giugno a oggi, l’unica cosa che non mi ha causato dolore. Ho provato, come
nell’estate 2010, l’ultima libera da impegni, a dedicarmi solo ad allenamento e
riposo, costante e programmato. Ho pensato di farlo con i ritmi di allora. Ma
quei ritmi per me non vanno più bene. Ho esagerato e ho dovuto stare fermo. Ora posso fare solo due allenamenti a
settimana e anche senza forzare, altrimenti pago e pago parecchio. L’obiettivo
personale è quello di essere tranquillo e concentrato e di indirizzare bene le energie a
disposizione. Vale a dire, in allenamento come nei tornei, pochi set ma giocati
al 110% e, durante quei set, lasciare Joule sul terreno di gioco solo per i
muri, le rincorse ed i salti, e non per dare il cinque di corsa a tutti alla fine di ogni
punto.
Lunedì cominciamo, si diceva, ed anche quest’anno il nostro roster è
cambiato. Qualcuno non c’è più, qualcuno di nuovo sta arrivando. Sono sicuro che
rimarremo, come sempre, un gruppo di amici e che a Natale, quando posterò i miei
auguri per le feste, avremo alle spalle un torneo di Bellusco a cui avrà
partecipato una squadra… ordinata e felice.
Il mio indicatore della grinta ha fatto beep già da un po’ di
settimane, è al 100%, ma io non stacco la spina. Ho intenzione di non lasciarlo
scendere fino all’ultima partita che giocheremo a Pagnano. Sappiatevi
regolare.
28/08/12
Il mio cammino.. la mia rinascita
..sono tornata a casa in Italia da poche ore.. bello rivedere quello che ho temporaneamente lasciato e ora una volta di più apprezzo.. lungo il cammino di Santiago intrapreso quest'estate, nei miei 550 km percorsi a piedi senza vesciche o particolari dolori, seguendo una freccia e ripercorrendo la mia vita ho "trovato" una donna che mi ha dolcemente accompagnata a distanza dalla Toscana.. e mi sono innamorata.. strano, non avrei mai immaginato.. ho seguito semplicemente.. la strada segnata dal mio cuore :)
02/08/12
06/08/2012 - Pamplona
.. - 3 gg alla partenza.. inizia il conto alla rovescia.. si sa da dove si parte.. non si sa dove si arriverà con certezza, ma non importa.. l'importante è che se il mio spirito entusiasta sarà più forte del mio fisico nessun ostacolo mi potrà fermare.. lo zaino è pronto, la mia mente è sgombra, il pensiero di voi Alls che fate il tifo per me mi da forza e tranquillità.. voglio godermi tutto di questo viaggio.. sapori, odori, paesaggi, risate e anche pianti, caldo e freddo, l'abbraccio di un'amica vicino.. la Alls telepatia e qualche sms mandato a ognuno di voi quando meno ve lo aspetterete e che spero pubblicherete sul grido o farete girare per e-mail.. perchè non condividerò con voi il mio stato di salute ma il mio bagaglio emotivo che via via diverrà sempre più pesante anche se al contempo leggerissimo.. non ho altro da aggiungere, il mio sorriso di questi ultimi giorni vi ha già detto tutto quello che c'era da dire.. HASTA LA VISTA ALLS, ci vediamo al mio rientro buone vacanze a tutti..
@MAX: ehm.. io l'etichetta non la vedo, per cui ce l'aggiungo qui !
SOGNI AD OCCHI APERTI CHE DIVENTANO REALTA'
21/07/12
Non importa quale sia la meta...
Tre persone erano al
lavoro in un cantiere. Avevano il medesimo compito, ma quando fu loro chiesto
quale fosse il loro lavoro, le risposte furono diverse.
«Spacco
pietre» rispose il primo.
«Mi
guadagno da vivere» rispose
il secondo.
«Partecipo
alla costruzione di una cattedrale»
disse il terzo.
19 luglio 2012. Ho camminato tutto il giorno sul
sentiero delle Orobie. Adesso è sera e sono seduto su un sasso sotto lo Zuccone
Campelli; non c’è la luna e guardando il cielo a sud sono ben visibili le
stelle del Triangolo Estivo, Altair l’aquila che vola alta nel cielo, Deneb il
maestoso cigno e Vega l’aquila che attacca in picchiata, tre delle “nostre”
stelle...
Penso alla nostra squadra, agli All Stars, e mi ritornano
alla mente le discussioni durante il debriefing, i propositi di miglioramento
che alcuni di noi hanno pronunciato per il prossimo anno, la strada tracciata
dal Coach, le resistenze. Ripenso ai miei dubbi chiaramente palesati e alle
possibili perplessità di altri forse non totalmente espresse... e come fil
rouge quella frase di Paulo Coelho, citata in vari modi, consci o
inconsapevoli, da me, Davide, Sara, Laura :«non è importante la meta, ma il
cammino», come dice Sara :«è il percorso, con tutte le sue difficoltà, che dà
valore all’obiettivo finale».
20 luglio 2012. Sono finalmente a casa, l’orso si è
saziato. E’ sera e ho voglia di riordinare le idee e i pensieri degli ultimi
giorni.
«Dobbiamo diventare una squadra» ha detto Pat. Una vera
squadra!
La sfida è per tutti noi, contro i nostri limiti e i nostri
difetti, nella ricerca di motivazioni concrete, anche comportamentali e morali.
Dobbiamo tutti sentirci parte di questo progetto: il cammino
saranno gli allenamenti, seri, costanti e attenti, il percorso che ci insegnerà
la maniera migliore di arrivare e ci arricchirà mentre lo percorriamo; la meta
sarà il confronto con la squadra avversaria, per vincere se possibile, ma
sicuramente per provarci con tutte le nostre forze. E la prima concretizzazione
dello spirito di squadra sarà il rispetto del ruolo del Coach, delle sue idee e
delle sue scelte.
E quindi:
NON VOGLIO RESISTERE
all’idea di poter migliorare, sempre, a qualsiasi età,
imparando, crescendo e infine, a volte, insegnando, cercando con impegno ed
entusiasmo di fare ciò che faccio nel migliore dei modi possibili. «Cerco sempre di fare ciò che non
sono capace di fare, per imparare come farlo». (Pablo Picasso)
alla volontà di pormi obiettivi, lavorare duro per
raggiungerli e poi pormene dei nuovi e così via, giorno dopo giorno, anno dopo
anno. «Il più grande pericolo per
noi non è che miriamo troppo in alto e non riusciamo a raggiungere il nostro obiettivo
ma che miriamo troppo in basso e lo raggiungiamo». (Michelangelo
Buonarroti)
al cambiamento, al rinnovamento, alla voglia di provare
nuove esperienze e imparare nuovi metodi, diventando parte attiva del
cambiamento e non passivo spettatore. «Non sempre cambiare equivale a
migliorare, ma per migliorare bisogna cambiare». (Winston Churchill)
alla necessità di intuire, analizzare, capire e trovare una
soluzione; alla libertà di sognare, immaginare, fantasticare e desiderare
ardentemente. «La logica vi porterà da A a B. L'immaginazione vi porterà
dappertutto». (Albert Einstein)
DEVO RESISTERE
alla paura di essere inadeguato, di non riuscire, di
sbagliare, al dubbio di essere sulla strada sbagliata, al posto sbagliato, nel
momento sbagliato. «Vola
solo chi osa farlo». (Luis Sepulveda)
alla tentazione di giudicare gli altri ed essere indulgente
con me stesso, di andare sulla facile strada della discolpa e dello scarico di
responsabilità, mantenendo anzi il rispetto per l’impegno, rimanendo concentrato
e dando il massimo in ogni momento per il risultato dell’intera squadra. «Grande
Spirito, aiutami a non giudicare un altro, se prima non ho camminato nei suoi
mocassini per due settimane». (antico detto Sioux )
alla voglia di darmi per vinto, di mollare, di non provarci
fino in fondo e con tutte le mie forze, ma trovando la motivazione a non
mollare mai, neppure nei momenti più difficili. «Prima dobbiamo credere di
poter vincere, poi dobbiamo volerlo fino in fondo, dopodiché non ci resta che
combattere». (Napoleone Bonaparte)
all’ostinazione di non ascoltare, alla facile scelta di
chiudere le orecchie e la mente, prestando invece attenzione a chi ha qualcosa
da dire e da insegnare. «La mente è come il paracadute, funziona solo quando
è aperta». (Albert Einstein)
VOGLIO ESSERE IL TERZO UOMO...
«Allo sport non interessa chi sei, allo sport non
interessa come sei, allo sport non interessa da dove vieni, allo sport
interessa una cosa soltanto…che sei qui, adesso, per vincere o provarci fino in
fondo». (slogan della Giornata Nazionale 2012 dell’Unione Italiana Lotta
alla Distrofia Muscolare)
PS: la foto pubblicata, dal titolo «Non
importa quale sia la meta...», è di Claudio Lanfranconi.
16/07/12
Cinema all'aperto
Vi propongo qui il programma dei film proposti quest'anno dalla Tangram e dall'uff. Cultura di Vimercate.
BUONA VISIONE!
(Per visualizzare meglio il manifesto, clicca sull'immagine e usa lo zoom+)
BUONA VISIONE!
(Per visualizzare meglio il manifesto, clicca sull'immagine e usa lo zoom+)
15/07/12
Il silenzio delle montagne
14 luglio 2012: il tempo non è ottimo ma la voglia è tanta. Si parte per salire sulla Punta Cermenati (1875 m), la più alta del Resegone:
la grande croce ci aspetta!
Nel fresco del mattino e del bosco, facili sali-scendi, chiacchiere
spensierate; una ripida rampa, il fiato si spezza, silenzio e fatica ed ecco il
Passo del Fo' e la Capanna Ghislandi.
Ci imbraghiamo, corde e moschettoni e finalmente si
arrampica: ferro, roccia, vuoto e fatica; l’adrenalina dell’esposizione sulla strapiombante verticalità del pilastro iniziale, l’emozione della roccia nel canale intermedio;
apro la fila, ogni tanto guardo giù e vedo l’espressione attenta e concentrata
dei miei compagni; un camoscio ci osserva salire e solo il vento rompe il
silenzio della montagna, fischiando nel Canalone del Centenario... infine il Pian Serrada e
l’appagamento dell’ascesa.
Ma la croce è scomparsa in mezzo alle nuvole basse, il tempo
è decisamente peggiorato. Breve conciliabolo, rinunciamo a seguire la via De
Franco (troppo pericolosa con questo tempo), ma decidiamo comunque di
proseguire per la via normale (il Sentiero n.1).
Si sale ancora, circondati dall’umidità fredda e avvolgente
delle nuvole, con costanza, su roccette facili ma umide ed insidiose. Non
vediamo la meta ma sappiamo che è lì che ci attende... e improvvisamente il
rosso del Rifugio Azzoni, l’ultimo sforzo, la vetta. Freddo, nubi, vento e
silenzio ci circondano, ma la soddisfazione ci scalda dentro.
Breve pausa per mangiare e scaldarci un poco al Rifugio e si
scende; scrosci di pioggia, vento forte, rocce viscide, l’attenzione deve
restare alta; ma ecco che siamo di colpo fuori dalle nuvole, Lecco ed il Lago
sotto di noi, ci rilassiamo, quattro chiacchiere fra noi e altri trekkers che
non hanno trovato la via giusta.
La giornata sta per concludersi... si torna a casa,
contenti.
«La costiera, formata dal deposito di tre grossi torrenti,
scende appoggiata a due monti contigui, l'uno detto di san Martino, l'altro,
con voce lombarda, il Resegone, dai molti suoi cocuzzoli in fila, che in vero
lo fanno somigliare a una sega: talché non è chi, al primo vederlo, purché sia
di fronte, come per esempio di su le mura di Milano che guardano a
settentrione, non lo discerna tosto...». (Alessandro
Manzoni, I Promessi Sposi – Capitolo I)
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Montagna
08/07/12
3 C lascia gli AllS
Dopo gli ultimi anni vissuti intensamente con gli All Stars, ho deciso di lasciare la squadra.
I motivi che mi hanno spinto a questa scelta sono molteplici, alcuni di voi in parte li conoscono, altri meno... non è certo questo il luogo per dare spiegazioni.
Insieme abbiamo condiviso momenti belli, in campo e fuori: è stata una bella esperienza e continuerà ad esserlo, perché anche se sul campo ci affronteremo come avversari, l'amicizia con voi continuerà ad esserci!
Ciao AllS!!! A presto!!!
Chiara
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Amici
07/07/12
06/08/2012 - 27/08/2012 - Pamplona - Santiago de Compostela
Meno 1 mese alla partenza e non vedo l'ora che arrivi il momento di atterrare in Spagna, infilarmi le scarpe, allacciare ben stretto lo zaino sulla schiena e.. iniziare il mio cammino :) ora la voglia sale ancor di più ed è incontenibile.. più forte dei momenti difficili che ho trascorso in questo periodo di preparazione, più forte di quel senso di solitudine che a lungo mi ha accompagnato rendendomi conto che stavo affrontando già le inquietudini che proverò in questa avventura, più forte delle incertezze di alcune persone che mi chiedevano se ero sicura di volerlo veramente fare, più forte dell'infiammazione al piede che mi da fastidio e mi vuole "a riposo" prima della partenza.. di nuovo con l'entusiasmo di un bambino che si sta avvicinando a quella che sarà una nuova conquista, nel bene e nel male, una nuova ricchezza, una nuova sfida con me stessa e al contempo una nuova riappacificazione con la vita e il mondo e le persone che mi circondano.. ora mi sento pronta !!!
E non posso che ringraziare gli Alls e i miei amici che in un certo senso sono e saranno con me in questo cammino e mi faranno compagnia poichè tante sono le cose che mi avete prestato e che indosserò e porterò con me in questi 21 gg.. mi terrete al caldo e al riparo dalla pioggia, mi sosterrete le ginocchia nella salita e nella discesa e sarete sicuramente i protagonisti di tanti miei racconti che condividerò con gli altri pellegrini.. saremo lontani fisicamente ma con la All Telepatia saremo più vicini che mai.. ancora una volta, nel momento in cui meno si potrà sospettarlo, saremo una SQUADRA :))))
05/07/12
Open Volley Attack 2 – Finali
All Stars – Volley Red Passion
1-3 (14-20
11-20 10-20 20-14)
La peggior partita del torneo nel peggior momento…
Stanchi fisicamente e mentalmente, subiamo senza reagire una
squadra in partita che si appoggia per il 90% del suo gioco su un giocatore di
un livello superiore (che sarebbe stato bene nella squadra degli “Sbruffoni”).
I Volley Red Passion si aggiudicano il 5° posto, mentre gli All Stars si devono
accontentare della 6a posizione.
Un vero peccato “macchiare” un torneo comunque giocato bene
con una prestazione al di sotto delle nostre possibilità.
Ma in definitiva un bel torneo, ben organizzato e divertente
da giocare, che ci ha visti conquistare il 6° posto su 12 squadre partecipanti: «si sarebbe potuto fare meglio, ma si sarebbe potuto anche fare peggio». [cit]
I numeri del nostro torneo: 6 partite giocate (4 vinte e 2
perse), 14 set vinti su 24 giocati (58%), differenza punti totale di +19. Non
male AllS, non male...
LA STRADA E’ ANCORA LUNGA, MA LA TRACCIA E' SEGNATA!
30/06/12
Open Volley Attack 2 – Semifinali
All Stars – Sexy Osé 2-2 (20-11 20-14 18-20 14-20)
Semifinale per il tabellone 5°-8° posto: gli avversari li
conosciamo, sono la squadra del Frisi di Monza, li abbiamo già battuti e non ci
fanno certo paura.
E con questo spirito, entriamo in campo concentratissimi e
decisi e vinciamo i primi due set con sicurezza e determinazione, ipotecando la
vittoria. Gioco pulito, grinta, voglia di aggredire gli avversari.
Dopo questi due set giocati al massimo però, complice il
clima torrido della palestra, caliamo fisicamente e forse ci rilassiamo anche
un po’ troppo mentalmente: i Sexy Osé giocano meglio e noi ci accontentiamo di
mantenere la distanza.
Pareggiamo, ma questa volta grazie alla differenza punti (+7)
ci qualifichiamo per la finale che assegnerà il 5° ed il 6° posto.
ONE STEP BEYOND!
P.S. Un ringraziamento speciale al nuovo segnapunti ufficiale degli All Stars, Sonia! ;-)
27/06/12
Open Volley Attack 2 – Quarti di Finale
All Stars – Old Stars 2-2 (20-18 15-20 20-14 11-20)
Contro una buona squadra, forte fisicamente e tecnicamente,
sempre in campo con 4 uomini e sempre con 2 uomini in prima linea (grazie alla
possibilità di cambi illimitati), ma comunque battibile (e i 2 set vinti sono
lì a dimostrarlo), abbiamo gettato al vento la qualificazione alle finali per i
primi 4 posti…
Primo set giocato molto bene e con intensità da entrambe le
squadre e vinto con attenzione e grinta agli
ultimi punti dagli AllS.
Secondo set buttato via…
Terzo set giocato male dagli Old Stars e vinto
tranquillamente dagli AllS nonostante qualche errore di troppo.
Quarto set buttato via…
Pareggiamo ma siamo eliminati per differenza punti (-6).
Sconfitta che brucia perché evitabile. Un’occasione perduta.
RAMMARICO…
21/06/12
Open Volley Attack 2 – 3a giornata
All Stars – Avengers 4-0 (20-11 20-9 20-17 20-6)
Partita facile, ma resa comunque insidiosa dal rischio di
“addormentarci” e far abbassare il nostro livello di gioco a quello degli
avversari.
E il calo, soprattutto di attenzione, concentrazione e
tensione sportiva, c’è effettivamente stato nel 3° set, giocato proprio male,
che ha costretto il Coach ad una energica sgridata per dare la sveglia alla
squadra.
Comunque 12 giocatori che ruotano, 4 formazioni diverse,
qualche momento di bel gioco (su tutti il 4° set) e l’obiettivo della vittoria per
4-0 raggiunto!
Primo posto nel girone, a pari merito con i Volley Red
Passion in quanto a set vinti, ma in vantaggio nel confronto diretto per una differenza
punti di +2. Terzo posto assoluto nella classifica avulsa.
E ora convinti e decisi verso la fase finale del torneo!
OLÉÉÉÉÉÉÉÉÉÉÉÉÉÉÉÉÉÉÉÉÉÉÉÉÉÉÉÉÉÉÉÉÉ!!!!!!!!!!!!!
[cit.]
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